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Aggressioni ai medici, la proposta di Alecci: “Braccialetti S.O.S nelle guardie mediche”

L’aumento dei casi di violenza ai danni del personale sanitario richiede interventi urgenti e strumenti tecnologici di difesa.

L’ultimo grave episodio si è verificato presso l’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, dove un cardiologo è stato aggredito fisicamente e minacciato di morte dal parente di un paziente. Tali eventi stanno alimentando un clima di forte preoccupazione e allarme sociale all’interno dei presidi medici della regione, rendendo necessaria l’adozione di misure di protezione immediate per medici e infermieri.

Una mozione per la tutela del personale nelle zone isolate

Per rispondere a questa emergenza è stata depositata una mozione in Consiglio regionale che propone l’introduzione di braccialetti anti-aggressione. Il focus iniziale riguarda le guardie mediche, strutture spesso situate in comuni poco abitati o in aree geograficamente isolate. Durante i turni notturni, questi luoghi possono trasformarsi in contesti insicuri per gli operatori, condizionando anche le scelte professionali dei medici, che in alcuni casi rinunciano alle assegnazioni proprio per il timore di trovarsi in situazioni di pericolo senza alcuna difesa.

Sulla questione è intervenuto il consigliere Alecci, che ha evidenziato la gravità del contesto attuale: “Preoccupante aumento dei casi. Il personale medico sempre più minacciato. Si tratta di una misura innovativa per la loro tutela, soprattutto nelle zone isolate o nei comuni poco abitati”.

Il funzionamento dei dispositivi s.o.s. e la sperimentazione

Il sistema dei braccialetti elettronici si distingue per una tecnologia semplice ma efficace. Attraverso la pressione di un tasto, il dispositivo invia un segnale di allerta immediato a una centrale operativa o direttamente alle forze dell’ordine, permettendo un intervento rapido sul posto. Questo modello di sicurezza è già stato oggetto di sperimentazione in alcune realtà italiane e ha trovato applicazione anche presso l’Asp di Crotone.

L’obiettivo della proposta è estendere l’utilizzo di questi supporti a tutti i reparti considerati a rischio, con particolare attenzione alle aree di emergenza-urgenza. L’iniziativa si collega a precedenti percorsi legislativi volti al potenziamento della sicurezza per chi opera in prima linea.

“I numeri cominciano a diventare allarmanti” ha ribadito Alecci, aggiungendo che “non è possibile che medici e infermieri, che ogni giorno salvano vite umane, si trovino a rischiare la propria a causa di inaccettabili forme di violenza”.