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Indagine sui rimborsi auto per Roberto Occhiuto: il fascicolo passa alla Procura di Roma

L’inchiesta relativa ai rimborsi per l’auto di servizio del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, si sposta nella Capitale.

La Procura di Roma ha iscritto il governatore nel registro degli indagati con l’ipotesi di truffa ai sensi dell’articolo 640, secondo comma, del codice penale. Al centro degli accertamenti figurano rimborsi mensili da 3.800 euro percepiti per l’impiego di un’autovettura destinata all’esercizio delle funzioni istituzionali.

Il trasferimento del fascicolo da Catanzaro a Roma è legato a una questione tecnica sulla competenza territoriale. Il presunto reato si sarebbe infatti consumato nel momento dell’incasso dei bonifici, accreditati su un conto corrente romano riconducibile al presidente. Gli inquirenti concentrano l’attenzione sulla legittimità di tali somme, erogate per l’utilizzo di un’auto privata nonostante la Regione avesse già messo a disposizione un’altra vettura di servizio.

I rilievi della Guardia di Finanza sul parco auto

Secondo quanto emerge dalle informative della Guardia di Finanza, l’attenzione è focalizzata su una Audi Q4 Sportback 40 e-tron. Nelle conversazioni intercettate dai militari, il veicolo risulterebbe nella disponibilità di Occhiuto e sarebbe stato indicato per giustificare l’erogazione dei rimborsi regionali.

Tuttavia, le verifiche degli investigatori mirano a riscontrare la coerenza tra l’effettivo utilizzo del mezzo e i pagamenti ricevuti. Dagli atti emerge la circostanza che il presidente si sarebbe spostato in diverse occasioni utilizzando una Audi A6, veicolo già in carico all’amministrazione regionale. Resta dunque da chiarire se sussistessero i presupposti normativi per ottenere il rimborso aggiuntivo a fronte della disponibilità del mezzo istituzionale.

I fronti aperti a Catanzaro tra corruzione e malversazione

Oltre al filone romano, la posizione di Roberto Occhiuto resta al vaglio della Procura di Catanzaro per altre due linee d’indagine che ipotizzano i reati di corruzione e malversazione. Un primo capitolo riguarda i rapporti professionali con Paolo Posteraro, già socio nella società Tenuta del Castello Srl, e con l’amministratrice della medesima struttura, Valentina Cavalieri.

In questo ambito viene contestata una presunta malversazione relativa ai fondi europei del progetto universitario “Trace Windu”. L’ipotesi investigativa riguarda un bonifico di 12.000 euro che sarebbe stato percepito da una società in cui Occhiuto figurava come socio di minoranza nel periodo dei fatti. Le autorità competenti sono attualmente impegnate nel vagliare la regolarità di queste operazioni finanziarie, fermo restando il principio della presunzione di non colpevolezza per tutte le contestazioni.

Gli scenari procedurali e il doppio binario giudiziario

Il fascicolo romano è ora nelle mani del procuratore aggiunto competente per i reati contro la pubblica amministrazione. Le prossime fasi procedurali determineranno se l’indagine procederà verso una richiesta di archiviazione o verso la chiusura delle indagini preliminari, atto che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Il presidente della Regione, forte del 57,2 per cento dei consensi ottenuti nell’ultima tornata elettorale, si trova a dover gestire un complesso scenario giudiziario suddiviso tra Roma e la Calabria. L’evoluzione della vicenda resta legata agli ulteriori accertamenti tecnici e alle determinazioni che verranno assunte dai magistrati titolari dei diversi procedimenti.