La Commissione Europea ha ufficialmente approvato la domanda di registrazione per il «Peperoncino di Calabria» IGP (Indicazione Geografica Protetta).
La notizia, diffusa da Coldiretti Calabria, segue la pubblicazione odierna della domanda nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, segnando un passo decisivo per l’agroalimentare regionale.
Secondo l’iter burocratico previsto dal regolamento (UE) 2024/1143, entro tre mesi dalla pubblicazione le autorità di uno Stato membro, di un paese terzo o soggetti privati con interesse legittimo potranno presentare opposizione. Tuttavia, il percorso appare ormai tracciato verso la blindatura definitiva del marchio.
Un traguardo per l’identità e l’economia locale
L’ottenimento di questo riconoscimento rappresenta il coronamento di un lungo impegno istituzionale e produttivo. Il Peperoncino di Calabria non viene considerato solo un prodotto agricolo, ma un vero e proprio simbolo culturale radicato nella storia della regione e riconosciuto a livello internazionale.
“Il risultato è stato raggiunto e siamo molto soddisfatti perché ci abbiamo fortemente creduto sin dall’avvio dell’iter”, commenta la Coldiretti. L’organizzazione sottolinea come questo traguardo vada a premiare le aziende che investono su un prodotto che rappresenta l’anima agricola del territorio. “Non è quindi solo un marchio, ma un prestigioso riconoscimento della storia e dell’anima agricola calabrese”.
Disciplinare di produzione e area geografica
La zona di produzione ammessa per l’utilizzo della dicitura IGP comprende l’intero territorio amministrativo della Regione Calabria. Il disciplinare stabilisce criteri rigorosi per garantire l’autenticità del prodotto, prevedendo che tutte le fasi principali debbano avvenire esclusivamente all’interno dell’area geografica delimitata.
Le operazioni certificate includono la coltivazione, la raccolta e l’essiccazione del prodotto intero. Sono inoltre comprese la preparazione dei tradizionali filari o collane, la riduzione del peperoncino in pezzi e la sua macinazione in polvere o scaglie.
Tutela contro la contraffazione alimentare
Oltre al valore simbolico, il marchio IGP funge da strumento di difesa economica. Negli ultimi anni il mercato ha registrato un aumento dei casi di contraffazione e di utilizzo improprio del nome Calabria per prodotti di diversa provenienza.
La certificazione europea si pone dunque come un argine necessario per tutelare i produttori e i consumatori. Con la protezione legale garantita dall’Unione Europea, diventa possibile contrastare la diffusione di falsi, assicurando che solo il peperoncino coltivato e lavorato secondo le tradizioni locali possa fregiarsi di tale nome. Come evidenziato dalla Coldiretti in merito alla forza di questo legame territoriale, “l’identità calabrese brucia forte”.



