Il consueto timore dei cittadini calabresi di fronte alle classifiche nazionali sulla sanità trova, per una volta, una smentita nei fatti.
Se il panorama della penisola appare spesso cristallizzato nella dicotomia delle “due Italie”, i primi dati della Piattaforma nazionale liste d’attesa, attivata dal Ministero presso Agenas, restituiscono un’immagine differente. Nel monitoraggio delle prestazioni specialistiche, la Calabria non solo evita la maglia nera, ma si posiziona in una fascia di eccellenza, conquistando il secondo gradino di un podio dominato dal Veneto.
Il successo dell’Asp di Crotone nel monitoraggio Agenas
Il focus riguarda in particolare le visite oculistiche, ambito in cui l’Asp di Crotone si distingue per efficienza. Analizzando il flusso di dati proveniente dai Centri unici di prenotazione (Cup), l’azienda sanitaria pitagorica si colloca tra due realtà venete di rilievo come l’Ulss 2 Marca Trevigiana e l’Ulss 7 Pedemontana.
I numeri della piattaforma indicano che a Crotone non si registrano ritardi significativi per la prima visita oculistica. L’azienda resta fuori dalla zona rossa anche per le scadenze più stringenti: per la priorità breve, fissata a 10 giorni, l’attesa media registrata è di appena 8 giorni. Anche per le prestazioni programmabili, previste entro i 120 giorni, lo scostamento è minimo, con una media di 148 giorni. Questo risultato è il frutto di un piano straordinario che, nel corso del 2025, ha permesso l’erogazione di oltre 4.400 prestazioni.
I ritardi nel resto del Centro-Sud e il ruolo della piattaforma
Mentre la Calabria festeggia questo primato locale, il resto del Mezzogiorno mostra criticità profonde. Per otto tipologie di prestazioni, tra cui quattro esami diagnostici e quattro visite specialistiche, la piattaforma segnala gravi inadempienze soprattutto in Puglia e Abruzzo. Lo strumento di monitoraggio nazionale è progettato per essere alimentato costantemente dalle Regioni, offrendo una fotografia in tempo reale della capacità di risposta delle strutture pubbliche.
L’implementazione del sistema punta a offrire ai cittadini una trasparenza totale, sebbene la pubblicazione dei dati relativi alle singole aziende e prestazioni sia attualmente oggetto di confronto con le amministrazioni regionali.
Il monitoraggio della libera professione e le sanzioni previste
Un elemento cruciale nella gestione dei tempi d’attesa riguarda il controllo dell’attività intramoenia. Il governo ha ribadito la necessità di un monitoraggio rigoroso per evitare che la libera professione diventi un ostacolo all’erogazione delle prestazioni istituzionali.
«La legge dice che i direttori generali delle aziende devono controllare che questa norma sia rispettata intervenendo anche con la sospensione dell’intramoenia», ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Secondo l’esponente del governo, la normativa vigente fornisce gli strumenti necessari per prevenire abusi: «La legge dà elementi per evitare abusi, sono strumenti che vanno messi in atto se vogliamo dare risposte ai cittadini. I cittadini tramite la piattaforma possono consultare i dati a livello nazionale, le Regioni ci hanno chiesto di aspettare prima di pubblicare anche quelli a livello di singola azienda e prestazione. Noi siamo pronti».



