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Sopralluogo di Ciciliano a Sibari: “Il sistema ha salvato vite, ora valutiamo i danni del Crati”

La piana di Sibari si ritrova a fare i conti con la furia del fiume Crati, che ha rotto gli argini in più punti allagando i territori compresi tra Cassano allo Ionio e Corigliano-Rossano.

Le condizioni meteorologiche proibitive, caratterizzate da pioggia battente e nebbia fitta, hanno impedito il sorvolo dell’area, costringendo il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, a raggiungere la zona in automobile per un primo sopralluogo operativo. Nonostante la gravità dei danni strutturali, il bilancio non registra vittime né feriti, a conferma di un sistema di prevenzione che ha retto l’impatto dell’evento estremo.

Il sopralluogo del Capo Dipartimento e la gestione dell’emergenza

La visita di Ciciliano è servita a stabilire un contatto diretto con le autorità locali e a verificare l’entità dei cedimenti lungo il corso del fiume. Al termine di un vertice operativo, il Capo del Dipartimento ha chiarito le ragioni della sua presenza via terra e ha delineato i prossimi passi necessari per la messa in sicurezza del territorio.

“Dobbiamo realizzare dei sopralluoghi congiunti del Dipartimento della Protezione civile con la struttura regionale della Calabria di Protezione civile. Anche questa è stata una cosa condivisa con il presidente della regione Roberto Occhiuto. Tecnicamente in questo momento l’evento è ancora in corso. Io stesso son venuto qui con la macchina e non con l’elicottero perché non c’erano le condizioni meteo che lo consentissero”, ha dichiarato Ciciliano.

L’efficacia della rete di protezione civile regionale

Il coordinamento tra la Regione Calabria e i sindaci dei comuni interessati è stato indicato come l’elemento chiave per evitare conseguenze tragiche per la popolazione. La tempestiva attivazione dei piani di emergenza ha permesso di gestire una situazione complessa con ordine, limitando i disagi alla sola sfera materiale e infrastrutturale.

“Sono venuto qui con il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ringrazio e con il quale ci siamo sentiti in maniera continuativa, per fare un punto suffragato, soprattutto, dal sopralluogo che abbiamo fatto qui sul sull’argine del Crati che ha ceduto sulla base dell’ultimo evento”, ha spiegato il Capo Dipartimento, elogiando la sensibilità dimostrata dalle autorità locali nella tutela delle comunità.

Il calendario della ricognizione tecnica dei danni

La valutazione formale dell’impatto economico e strutturale inizierà nella giornata di domenica, quando il miglioramento del tempo dovrebbe consentire una mappatura precisa delle criticità. Gli esperti rimarranno nell’area il tempo necessario per coprire l’intero perimetro colpito dall’esondazione.

“E’ di tutta evidenza che per fare una realizzazione corretta e precisa di quelle che sono le valutazioni dei danni occorre attendere che l’evento sia finito. Quindi abbiamo già condiviso con i colleghi della Regione Calabria e con il presidente che domenica verranno e rimarranno tutto il tempo necessario per poter fare i sopralluoghi, non solo a Sibari ma in tutta l’area interessata”, ha aggiunto Ciciliano.

Verso la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale

I rilievi tecnici che verranno effettuati rappresentano il passaggio obbligato per l’avvio dell’istruttoria istituzionale. Una volta raccolti tutti i dati necessari, il Dipartimento della Protezione Civile procederà con le pratiche che solitamente portano alla deliberazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, garantendo così le risorse necessarie per il ripristino degli argini e il ristoro dei danni.

“Dopodiché seguirà l’istruttoria del Dipartimento della Protezione civile che normalmente precede quella che è eventualmente la dichiarazione dello stato d’emergenza da parte del Consiglio dei ministri”, ha concluso Ciciliano, ricordando come la capacità di previsione rimanga il pilastro fondamentale per la resilienza del territorio.