HomeCostume & SocietàStop animali nei circhi: dopo lo...

Stop animali nei circhi: dopo lo storico passo degli Orfei, serve una legge per tutti

Il futuro dello spettacolo viaggiante deve basarsi esclusivamente sull’arte acrobatica e sul talento dei performer, mettendo fine una volta per tutte all’era del dominio sulle specie selvatiche. Lo afferma con determinazione Leal, l’organizzazione animalista che, pur accogliendo con favore la storica decisione della famiglia di Stefano Nones Orfei e Brigitta Boccoli di abbandonare l’uso di animali, chiede ora un intervento decisivo da parte del governo. Nonostante questo passo segni il tramonto di una tradizione ormai anacronistica, l’associazione sottolinea che la scelta dei singoli non basta: è necessaria una riforma strutturale del settore che abolisca definitivamente lo sfruttamento animale per legge.

Roberto Brognano, responsabile maltrattamento di Leal, ha commentato con fermezza la notizia sottolineando come la decisione degli Orfei dimostri che l’uso di tigri ed elefanti sotto i tendoni non sia più eticamente né commercialmente sostenibile. La richiesta alle istituzioni è duplice: da un lato, l’interruzione immediata dei finanziamenti pubblici a chi continua a impiegare animali; dall’altro, la garanzia di una ricollocazione dignitosa per le specie ancora prigioniere all’interno di santuari sicuri, dove possano vivere finalmente libere da addestramenti e cattività.

Il gesto simbolico è avvenuto a Roma, durante l’ultima esibizione di Stefano Nones Orfei nel ruolo di domatore. Dopo oltre 35 anni trascorsi sotto i riflettori, uno dei nomi più celebri del circo italiano ha ufficializzato la chiusura definitiva delle gabbie. Questo cambiamento non è solo una svolta artistica, ma una risposta obbligata a una sensibilità collettiva che è profondamente mutata nel tempo e che non accetta più di vedere creature nate per la libertà costrette a esibirsi in una pista circolare.

Leal auspica che questo atto di rottura dia il via a una trasformazione radicale e definitiva dell’intero comparto. Secondo l’organizzazione, il vero progresso civile si otterrà solo quando il benessere animale verrà riconosciuto come un valore assolutamente incompatibile con qualsiasi forma di intrattenimento itinerante. L’augurio è che la scelta della famiglia Orfei trascini l’intero settore verso una nuova visione, dove la meraviglia nasca solo dalle capacità umane e non dalla sottomissione degli animali.