Il momento tanto atteso è arrivato, ma porta con sé il colore grigio del fango e l’odore acre dell’acqua stagnante. Da oggi, mercoledì 25 febbraio, alle ore 12:00, i Laghi di Sibari riaprono le porte ai loro abitanti. Dopo undici giorni di esilio forzato e due esondazioni che hanno messo in ginocchio il centro nautico, il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, ha firmato la revoca dell’ordinanza che vietava l’accesso alle abitazioni.
Rientrare, però, non significa tornare alla normalità, ma rimboccarsi le maniche. Per centinaia di proprietari si apre ora una fase durissima: quella del contatto diretto con la devastazione. C’è il fango da spalare via dai pavimenti, ci sono i ricordi da ripulire e, purtroppo, c’è molto da scartare. L’acqua non ha avuto pietà: mobili gonfi e ormai inutilizzabili, divani intrisi di melma e porte che, dopo giorni a bagno, non si chiudono più e andranno gettate. Sarà un lavoro faticoso di selezione, tra ciò che si può ancora salvare e ciò che deve essere tristemente ammassato fuori per lo smaltimento.
“Il momento forse tanto atteso è alla fine arrivato” ha dichiarato il primo cittadino nel suo consueto appuntamento social. “Sarà possibile per tutti i residenti fare rientro nelle proprie case e verificare lo stato dei luoghi, avviando la triste attività di conta dei danni e di ripristino.”
Nonostante la voglia di tornare a vivere i propri spazi, la prudenza resta la parola d’ordine. Iacobini è stato molto chiaro nel chiedere ai cittadini di muoversi con cautela, evitando assolutamente di sostare lungo le darsene, di utilizzare i pontili o di riprendere la navigazione interna. La sicurezza viene prima di tutto, anche in questa fase di riappropriazione del territorio.
Dietro questa riapertura c’è lo sforzo corale di Carabinieri, Polizia, Finanza, Guardia Costiera e Vigili del Fuoco, affiancati dalla Protezione Civile, Calabria Verde e dai tecnici delle ditte specializzate. A loro va il ringraziamento del sindaco, esteso anche ai tanti volontari che hanno lottato contro l’emergenza.
Con il cessare della fase critica, anche la comunicazione istituzionale si farà meno serrata per lasciare spazio ai fatti e alla ricostruzione. Ma il messaggio finale di Iacobini è un impegno solenne per il futuro: “La nostra strada non si separa. Nel ritorno alla normalità saremo ancora più forti di prima. Da parte mia non sarete mai soli.”
Da oggi si torna a casa. Tra una pala e un sacco dell’immondizia, i Laghi di Sibari ricominciano a respirare.



