La situazione nella Piana di Sibari rimane critica a seguito delle recenti esondazioni del fiume Crati che hanno travolto i territori di Cassano Ionio e Corigliano Rossano.
Durante l’assemblea regionale della Confederazione tenutasi alla Cittadella di Catanzaro, il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, ha delineato un quadro drammatico per l’intero comparto agricolo locale, evidenziando come le risorse attualmente previste non siano minimamente in grado di coprire le perdite subite.
Tremila ettari sommersi e aziende distrutte
L’impatto del maltempo ha generato numeri pesanti per l’economia agricola della regione. Le esondazioni hanno lasciato circa 3.000 ettari di terreno sotto l’acqua, compromettendo in modo definitivo centinaia di realtà produttive. “Ci ritroviamo con tremila ettari di terreno sott’acqua e con centinaia di aziende completamente distrutte”, ha dichiarato Franco Aceto. I danni strutturali sono ingenti: dalle coltivazioni interamente perdute alle serre devastate, fino ai macchinari agricoli sommersi e alle infrastrutture rese inservibili dal fango e dal detrito.
L’insufficienza dei fondi e la richiesta dello stato di calamità
Nonostante la Regione Calabria abbia già avanzato la richiesta per il riconoscimento dello stato di calamità, le prime stime sugli stanziamenti non sembrano rassicuranti per l’associazione di categoria. Sebbene si parli di una prima cifra stanziata pari a 300 milioni di euro, Coldiretti ritiene che tale somma sia inadeguata rispetto alla reale entità della devastazione.
“La Regione ha chiesto lo stato di calamità. Pare che ci sia un primo stanziamento di 300 milioni di euro, ma riteniamo che siano insufficienti”, ha chiarito il presidente Aceto, sottolineando che, sebbene la sospensione dei tributi sia un passo necessario, serve un impegno economico molto più consistente.
La necessità di un piano strutturale per il territorio
L’alluvione ha riportato prepotentemente al centro del dibattito il tema del dissesto idrogeologico e la mancanza di una manutenzione ordinaria efficace degli alvei e degli argini. Coldiretti Calabria chiede alle istituzioni il passaggio da una gestione dell’emergenza a una programmazione di lungo periodo. La proposta riguarda un piano strutturale organico che preveda il consolidamento delle difese spondali, l’efficientamento delle reti idriche e la creazione di nuovi invasi dotati di sistemi di pompaggio.
L’acqua come risorsa strategica e fattore di rischio
La gestione delle risorse idriche appare oggi come la sfida principale per la messa in sicurezza della Sibaritide. Senza interventi mirati sui fiumi Crati e Coscile, il settore agricolo resterà costantemente esposto alla furia degli elementi.
“L’acqua è una risorsa strategica, ma senza programmazione diventa un fattore di rischio”, ha concluso Aceto. Oltre alle opere pubbliche, l’associazione punta anche sul rafforzamento delle assicurazioni agricole e su nuovi strumenti di gestione del rischio per tutelare i produttori da futuri eventi climatici estremi.



