Il “Secondo Simposio Bruzio di Patologia” si è concluso all’Unical con una partecipazione straordinaria, confermandosi come uno degli appuntamenti scientifici più qualificati e seguiti del panorama calabrese.
Le due giornate del 2 e 3 marzo, ospitate all’University Club dell’Università della Calabria, hanno riunito un pubblico numeroso e altamente specializzato, composto da patologi, oncologi, chirurghi, otorinolaringoiatri, clinici e giovani professionisti in formazione. L’evento, organizzato dal provider Xenia guidato da Francesca Mazza e con la responsabilità scientifica della professoressa Maria Raffaella Ambrosio, direttrice dell’Anatomia Patologica di Cosenza e docente Unical, ha offerto un confronto di altissimo livello sui temi più attuali dell’anatomia patologica.
Un confronto avanzato su diagnosi e terapie innovative
Il simposio ha approfondito le evoluzioni più recenti nella diagnostica istopatologica e molecolare, con particolare attenzione ai biomarcatori predittivi e alle implicazioni cliniche delle nuove linee guida internazionali. L’analisi del PD‑L1, le prospettive delle terapie mirate e immunoterapiche e la gestione multidisciplinare delle neoplasie del polmone, del distretto testa-collo e della tiroide sono stati al centro di relazioni dense di contenuti e aggiornamenti.
La presenza congiunta di specialisti provenienti da diversi ambiti ha permesso di affrontare casi clinici reali, confrontare approcci diagnostici e terapeutici e delineare percorsi assistenziali condivisi. Un metodo che ha valorizzato l’integrazione tra discipline, oggi imprescindibile nella presa in carico del paziente oncologico.
Alta formazione e partecipazione attiva
Accanto alle sessioni teoriche, i partecipanti hanno potuto osservare direttamente preparati istologici e prendere parte a una discussione plenaria finale molto partecipata, che ha sintetizzato i principali spunti emersi. L’impianto formativo, pienamente coerente con gli obiettivi ECM, ha puntato sul miglioramento delle competenze professionali e sull’appropriatezza diagnostico‑clinica, offrendo strumenti immediatamente applicabili nella pratica quotidiana.
Un appuntamento ormai riconosciuto
Questa seconda edizione ha confermato la volontà di costruire un appuntamento stabile e riconoscibile nel panorama scientifico regionale. La qualità delle relazioni, l’alto profilo dei relatori e la grande partecipazione hanno ribadito il ruolo di Rende e dell’Università della Calabria come luoghi capaci di attrarre e valorizzare eventi di formazione avanzata.
Il simposio si è chiuso con un bilancio ampiamente positivo, lasciando ai partecipanti nuove prospettive di lavoro, aggiornamento e collaborazione. Un risultato che rafforza la crescita di una comunità scientifica dinamica, aperta al confronto e orientata all’innovazione.



