Il giornalismo d’inchiesta entra nel cuore pulsante dell’impegno civile lametino. Sigfrido Ranucci ha fatto visita al Civico Trame di Lamezia Terme, incontrando lo staff e i volontari della Fondazione Trame e dell’Associazione Antiracket Lamezia (ALA).
Un momento di confronto profondo che ha permesso al cronista di conoscere la storia e il lavoro culturale portato avanti sul territorio dalle due realtà, esplorando da vicino gli spazi che quotidianamente ospitano iniziative di resistenza alla criminalità.
La libertà di informazione e il peso della scorta
Durante il dialogo con i partecipanti, l’autore e conduttore di Report ha toccato i punti cardine della sua lunga carriera nel servizio pubblico radiotelevisivo, dove opera dal 1990. Ranucci ha parlato apertamente delle difficoltà legate agli atti intimidatori subiti negli anni e della complessa condizione di chi vive sotto scorta per aver raccontato i legami tra poteri, corruzione e fenomeni criminali.
Il giornalista ha sottolineato quanto sia vitale mantenere spazi di indipendenza editoriale, definendo il giornalismo investigativo non solo come un dovere professionale, ma come un vero e proprio presidio della democrazia. La narrazione dei fatti, spesso scomoda e pericolosa, rimane lo strumento principale per illuminare zone d’ombra che altrimenti resterebbero nell’impunità.
Il ruolo delle associazioni e la formazione dei giovani
Un passaggio significativo dell’incontro è stato dedicato alla sinergia tra informazione e cittadinanza attiva. Ranucci ha evidenziato l’importanza dell’apporto di associazioni, attivisti e semplici cittadini nel far emergere storie invisibili. In questo contesto, realtà come la Fondazione Trame svolgono una funzione cruciale nel sensibilizzare la comunità, offrendo ai più giovani gli strumenti necessari per sviluppare uno sguardo critico sull’informazione e sulla realtà circostante.
Il servizio pubblico e il contrasto alle mafie
Ranucci ha inoltre approfondito il ruolo del servizio pubblico, ribadendo la necessità che la Rai garantisca costantemente spazi per inchieste su temi sensibili come la corruzione e la criminalità organizzata. La sua presenza al Civico Trame ha rappresentato un’occasione per riflettere sulla responsabilità collettiva nella difesa della legalità.
L’esperienza del conduttore, maturata attraverso inchieste sull’ambiente e sull’uso dei fondi pubblici, si è intrecciata con la missione di ALA e Trame, confermando come la cultura e l’informazione corretta siano i pilastri fondamentali per il riscatto dei territori segnati dalla presenza mafiosa.



