In occasione della Giornata internazionale della donna, emerge una riflessione profonda sulle condizioni di chi, in diverse parti del mondo, subisce ancora oggi privazioni della libertà e violenze sistemiche.
Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale UGL Istruzione e Consigliere Superiore della Pubblica Istruzione, sottolinea come la ricorrenza non debba ignorare le realtà di costrizione. “In una giornata dedicata alle donne, non può e non deve mancare un pensiero a tutte quelle che, nel mondo, vivono situazioni di disagio, costrizione e violenza per il solo fatto di essere donna”, dichiara Cuzzupi, ponendo l’accento su quante sono impossibilitate a esprimere se stesse per timore di ritorsioni.
Il contrasto tra Occidente e aree di crisi per i diritti umani
Sebbene nel mondo occidentale si registrino passi avanti verso la parità, restano attive pratiche drammatiche in altre aree geografiche. Vengono citati i soprusi legati all’infibulazione, diffusa in diverse zone dell’Africa, e le limitazioni imposte dai radicalismi religiosi che calpestano i diritti umani fondamentali. Secondo Cuzzupi, tali fenomeni rappresentano un arretramento culturale irreparabile che non può essere ignorato. “La nostra cultura, il nostro modo di vivere, la stessa determinazione a cercare di limitare ogni discriminazione legata alla diversità sessuale, ci impone di non tacere”, afferma il Segretario Nazionale UGL Istruzione.
Oltre il consumismo per una solidarietà costante
La critica si sposta poi sull’aspetto puramente commerciale della festività, spesso ridotta all’omaggio della mimosa. L’appello è quello di trasformare l’8 marzo in una presa di posizione decisa a supporto di chi vive situazioni drammatiche, portando il messaggio di uguaglianza nelle scuole, nelle famiglie e nei luoghi di lavoro. L’idea di fondo è che la discriminazione femminile rappresenti una perdita per l’intera umanità e non solo per le dirette interessate. “Tutte le donne siamo noi”, conclude Cuzzupi, ribadendo la necessità di sostenere costantemente chi combatte per affrancare le nuove generazioni dal dolore e dalle disparità.



