Cosenza perde una delle figure più rappresentative della sua tradizione letteraria e popolare. La scomparsa di Ciccio De Rose segna la fine di un percorso umano e artistico che ha saputo narrare con profondità la realtà sociale e culturale della Calabria.
Attraverso il “parlar materno”, De Rose ha trasformato la quotidianità in materia poetica, dando voce alle storie della gente comune e alle radici di una comunità intera. La sua verve creativa non si è limitata alla pagina scritta, ma ha trovato sfogo anche in vivaci incursioni teatrali al fianco di Sergio Crocco e della “banda” de La Terra di Piero.
Il valore del dialetto e il legame con la terra
La produzione di De Rose si è sempre distinta per un viscerale legame con il territorio d’origine e la memoria collettiva. L’uso del dialetto locale non è mai stato un esercizio di stile fine a se stesso, bensì uno strumento per preservare l’identità culturale e il senso di appartenenza. Nei suoi versi emerge un linguaggio diretto, capace di restituire la dignità delle tradizioni e di opporsi all’oblio dei tempi moderni. La sua poesia rappresenta una cronaca sentimentale e sociale delle trasformazioni vissute dalla Calabria negli ultimi decenni, rievocando la vita dei quartieri, il mondo del lavoro e i riti della cultura popolare.
Poesia come impegno civile e difesa degli ultimi
Oltre al valore letterario, la figura di Ciccio De Rose è stata caratterizzata da una costante attenzione verso le questioni sociali. Il suo impegno si è tradotto in versi dedicati alla difesa dei più deboli e alla condizione degli emarginati, ribadendo la necessità di mantenere viva una coscienza civica. La giustizia sociale e la dignità umana sono stati temi cardine della sua attività, portati avanti con coerenza anche in contesti istituzionali e incontri pubblici, dove ha sempre promosso la cultura come motore di crescita collettiva e partecipazione.
L’eredità culturale di un narratore delle radici
Con la morte del poeta cosentino si chiude una pagina significativa della letteratura legata al territorio. L’opera di De Rose resta come testimonianza di una stagione in cui la parola era strumento di narrazione civile e specchio della vita vera. I suoi testi, recitati in innumerevoli occasioni, rimangono un patrimonio prezioso per la città di Cosenza, offrendo uno sguardo critico ma sempre innamorato verso le contraddizioni della modernità e l’importanza di non recidere il legame con le proprie radici.



