Il territorio di Cosenza è stato teatro di un’ampia operazione di controllo finalizzata al contrasto del lavoro nero e alla verifica del rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’attività, condotta dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza insieme ai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, ha portato alla luce un quadro di diffuse irregolarità in diversi settori produttivi. Il bilancio complessivo delle sanzioni amministrative e delle ammende comminate ammonta a oltre 137.000 euro.
Le ispezioni hanno passato al setaccio pubblici esercizi, attività di intrattenimento, aziende agricole e cantieri edili, evidenziando una sistematica inosservanza delle tutele contrattuali e delle disposizioni a protezione dei lavoratori.
Irregolarità diffuse nella ristorazione e nei bar
Il settore dei pubblici esercizi ha mostrato criticità rilevanti. In due bar sottoposti a verifica, gli ispettori hanno accertato la presenza di lavoratori completamente privi di contratto e copertura assicurativa, con un’incidenza di un irregolare ogni tre dipendenti. Per entrambi gli esercizi è scattata la sospensione dell’attività, accompagnata da una sanzione aggiuntiva di 2.500 euro e maxi sanzioni per lavoro sommerso pari a 3.900 euro per ciascun titolare.
Situazione analoga è emersa in due pizzerie della zona. In una struttura è stata riscontrata la presenza di un lavoratore in nero su cinque, risultato inoltre privo di permesso di soggiorno. Oltre alla sospensione dell’attività e alla sanzione di 2.500 euro, è stata applicata una maxi sanzione aggravata di 4.680 euro. I controlli sulla sicurezza hanno inoltre evidenziato che le uscite di emergenza non erano a norma, portando a ulteriori sanzioni per 6.834 euro. Nella seconda pizzeria controllata, l’unico lavoratore presente è risultato non regolarizzato, determinando il blocco dell’attività e sanzioni per un totale di 6.400 euro.
Criticità nel settore agricolo e manodopera straniera
Il comparto agricolo ha registrato i dati più preoccupanti in termini di sommerso. In tre aziende ispezionate, l’irregolarità è risultata la condizione prevalente. Nella prima impresa, la totalità dei tre lavoratori presenti era in nero, con conseguenti sanzioni per 14.200 euro. Nella seconda azienda, sei lavoratori su otto erano privi di contratto, portando a una maxi sanzione di 23.400 euro e alla sospensione dell’attività.
Il caso più grave è stato riscontrato nella terza azienda agricola, dove tutti i sei lavoratori impiegati sono risultati irregolari. Cinque di loro sono stati identificati come cittadini stranieri privi di documenti di soggiorno. In questo contesto, le autorità hanno elevato sanzioni per un totale di 23.400 euro.
Verifiche nei cantieri e applicazione della patente a crediti
I controlli si sono estesi anche al settore edile. In un cantiere ispezionato è stata accertata la presenza di un lavoratore in nero su due occupati. L’ispezione ha inoltre permesso di rilevare che l’impresa operava in totale assenza della patente a crediti, il requisito obbligatorio introdotto dalla recente normativa per poter svolgere attività nei cantieri temporanei o mobili. A seguito di questa violazione, la ditta è stata immediatamente allontanata dal sito, mentre restano in corso ulteriori accertamenti amministrativi.



