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Cosenza ritrova le sue radici: la Fiera di San Giuseppe tra Federico II e Bernardino Telesio

La Fiera di San Giuseppe di Cosenza si appresta a vivere l’edizione 2026 riscoprendo un legame profondo con il proprio passato.

Nata originariamente nel 1234 come Fiera della Maddalena, per volere di Federico II di Svevia, l’esposizione rappresenta uno dei cinque eventi federiciani storici d’Italia, insieme a quelli di Bari, Taranto, Sulmona e Capua. Il nome attuale risale invece al 1564, anno della ripartenza dopo un’interruzione di vent’anni causata da un’alluvione nel 1544.

Durante la presentazione dell’evento, la presenza simbolica di un soldato dell’esercito spagnolo ha rievocato proprio quel periodo storico e i saluti del viceré di Spagna che presenziò all’inaugurazione del XVI secolo.

L’inaugurazione e l’omaggio a Bernardino Telesio

Il momento inaugurale, previsto per domenica 15 marzo alle 10,30 su viale Giacomo Mancini, sarà caratterizzato dalla rievocazione storica “La città di Telesio”, curata dal cantastorie William Gatto. La performance si ispirerà ai principi del De Rerum natura Iuxta propria principia del filosofo cosentino, animando l’area con mangiafuoco, la benedizione di Mons. Checchinato e la musica della banda di Casali del Manco. Il sindaco Franz Caruso ha sottolineato come la fiera sia un momento in cui la città ritrova le proprie radici e vive un’identità collettiva particolarmente forte.

Tradizione e sostenibilità nel percorso espositivo

L’edizione di quest’anno si fonda su tre pilastri: tradizione, sostenibilità e innovazione. Tra i 450 espositori provenienti da tutta Italia e dall’estero, spicca il ritorno dell’artigianato tipico legato ai vimini e alle ceramiche. Sul fronte tecnologico, una mappa interattiva guiderà i visitatori tra gli stand, mentre la sensibilità ambientale sarà garantita da uno spazio dedicato alla raccolta differenziata gestito da Ecologia Oggi. Non mancheranno le novità nel settore gastronomico, con la partecipazione di influencer del settore come il cosentino Porcopò e il napoletano Chianese, oltre alla tradizionale cena solidale che coinvolge le associazioni cittadine.

Verso il 2027 tra filatelia e nuove prospettive

Uno degli elementi di prestigio di questa edizione è la cartolina storica con l’annullo filatelico di Poste Italiane, raffigurante San Giuseppe artigiano, presentata da Maria Elena Cribari. Si tratta di un primo passo verso il 2027, anno in cui si punta a ottenere un francobollo dedicato. L’assessore Rosario Branda ha evidenziato l’obiettivo di trasformare la fiera da semplice evento ad attrazione turistica permanente, avviando già da sabato 14 marzo sperimentazioni con tour operator e guide turistiche nel centro storico. Per il futuro, l’amministrazione valuta anche modifiche alla logistica, come la possibile riapertura di via Reggio Calabria, per ridurre l’impatto sulla viabilità e migliorare la programmazione complessiva. (fonte corriere della calabria)