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Un bene confiscato a Montepaone diventa centro antiviolenza

Un immobile sottratto alla criminalità organizzata nel territorio di Montepaone, in provincia di Catanzaro, si appresta a cambiare pelle per trasformarsi in un presidio di legalità e accoglienza.

La Regione Calabria ha infatti emanato un avviso pubblico finalizzato alla selezione di un soggetto del Terzo settore per la co-progettazione e la gestione di un Centro antiviolenza all’interno di questa struttura confiscata. L’iniziativa punta a offrire protezione e percorsi di rinascita alle donne vittime di abusi, restituendo alla collettività un patrimonio precedentemente in mano alle consorterie criminali.

L’assessore regionale alla Legalità e valorizzazione dei beni confiscati, Antonio Montuoro, ha rimarcato la portata politica e sociale dell’operazione. “Questa iniziativa ha un forte valore simbolico. Abbiamo deciso di trasformare un bene confiscato alla criminalità organizzata in uno spazio di protezione per le donne: è il segno concreto della restituzione alla collettività di ciò che la criminalità aveva sottratto, mettendolo al servizio delle persone più fragili. Recuperare un bene confiscato e destinarlo alla tutela delle donne significa affermare con forza che la Calabria non arretra nella battaglia contro la violenza e contro ogni forma di sopraffazione” ha dichiarato Montuoro.

Dettagli del bando e requisiti per il Terzo settore

L’intervento è finanziato con una dotazione complessiva di 500.000 euro e si colloca all’interno del Programma regionale Calabria FESR FSE+ 2021–2027. Nello specifico, l’azione risponde agli obiettivi di inclusione attiva e contrasto alle discriminazioni previsti dalla programmazione europea, inserendosi in una strategia più ampia di rafforzamento del welfare territoriale. L’obiettivo finale, come spiegato dall’assessore, è quello di consolidare una rete capace di garantire non solo l’accoglienza immediata, ma anche l’accompagnamento verso l’autonomia e il reinserimento sociale delle vittime.

Il bando, firmato dalla dirigente del settore Legalità Antonella Sette e dalla dirigente generale del Segretariato generale Eugenia Montilla, stabilisce criteri precisi per la partecipazione. Possono presentare domanda gli enti del Terzo settore iscritti al RUNTS da almeno sei mesi che dimostrino di aver già maturato esperienza nella gestione di beni confiscati. I soggetti selezionati dovranno garantire la sostenibilità tecnica ed economica del progetto per un periodo minimo di dieci anni. Le istanze dovranno pervenire esclusivamente tramite posta elettronica certificata entro le ore 13.00 del 10 aprile 2026.