L’ultimo confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) sulla vertenza Konecta R., ex Abramo Customer Care, si è concluso senza decisioni definitive, lasciando i lavoratori in un clima di sospensione tra cautela e timore.
Sebbene l’incontro abbia prodotto una fumata grigia, è stata raggiunta una tregua temporanea riguardante gli ammortizzatori sociali. L’azienda ha infatti comunicato che non attiverà immediatamente la cassa integrazione straordinaria (Cigs), rimandando ogni valutazione all’inizio del prossimo mese, in concomitanza con il nuovo incontro tra le parti.
Per gli 856 operatori delle sedi di Crotone, Rende e Settingiano, è giunto un segnale di parziale sollievo con lo sblocco di una mensilità di stipendio per chi è impegnato nel progetto di digitalizzazione delle cartelle sanitarie. Tuttavia, la continuità operativa rimane legata a fragili equilibri economici e temporali.
Le criticità finanziarie e i volumi di attività
Konecta R. ha confermato le difficoltà gestionali emerse nelle ultime settimane, riportando un disavanzo di circa 6 milioni di euro. Nonostante l’assicurazione sulla regolare erogazione delle retribuzioni correnti, la società ha richiesto garanzie urgenti al Governo e alla Regione Calabria. Il carico di lavoro attuale, infatti, è stimato come sufficiente solo per le prossime otto o nove settimane. Senza l’acquisizione di nuove commesse o il rafforzamento dei sostegni istituzionali, il ricorso alla cassa integrazione potrebbe tornare a essere un’opzione concreta in tempi brevi.
L’intervento della Regione Calabria e le nuove interlocuzioni
L’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, ha confermato l’impegno dell’ente nel sostenere il percorso di digitalizzazione sanitaria attraverso stanziamenti dedicati. La Regione ha annunciato l’attivazione di un tavolo permanente per monitorare la situazione e sta esplorando percorsi alternativi per incrementare i volumi di attività. Tra le opzioni al vaglio figurano contatti con l’Istituto Poligrafico dello Stato per la dematerializzazione dei documenti e interlocuzioni con Tim e Fibercop per diversificare il portafoglio di lavorazioni, riducendo la dipendenza dal progetto principale.
Il presidente Roberto Occhiuto ha ribadito la validità della strategia regionale, considerandola un modello innovativo capace di offrire uno sbocco occupazionale stabile in un settore, quello dei call center, segnato da una profonda crisi strutturale.
La posizione dei sindacati e il calendario dei prossimi incontri
Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Ugl Telecomunicazioni e le Rsa Konecta R. hanno accolto gli sviluppi con estrema prudenza. Pur valutando positivamente il dialogo tra azienda e istituzioni, le sigle sindacali chiedono una soluzione definitiva che possa eliminare l’incertezza che grava su centinaia di famiglie calabresi.
Il monitoraggio della vertenza proseguirà con due appuntamenti chiave già fissati al Mimit: il primo il 26 marzo e un tavolo plenario il 9 aprile. In queste occasioni si dovrà definire se il piano di salvaguardia occupazionale potrà reggere nel lungo periodo o se la crisi sociale legata alla perdita di 856 posti di lavoro diventerà un’emergenza concreta per il territorio.



