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Allerta meteo in Calabria, Occhiuto: “Rischio frane fino ad aprile”. Ora i ristori per la Sibaritide (?)

La Calabria resta in allerta massima per un territorio ormai saturo d’acqua e incapace di assorbire ulteriori precipitazioni. Il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha lanciato un monito chiaro durante la sua visita a Crotone, sottolineando come la stabilità di argini e versanti sia messa a dura prova da piogge che in poche ore scaricano al suolo la quantità d’acqua di interi mesi. La preoccupazione maggiore riguarda le prossime settimane, poiché purtroppo fino a tutto aprile la regione resterà esposta a fenomeni estremi che rischiano di generare nuove frane e smottamenti, aggravando una situazione già critica per molte famiglie e imprese.

In questo contesto di emergenza climatica, il tema dei risarcimenti diventa una priorità assoluta che non può permettersi i tempi lenti della burocrazia. Se da un lato i primi 35 milioni di euro per il ciclone Harry sono disponibili, dall’altro i residenti della Sibaritide e dell’area del Crati vivono giorni di profonda incertezza. Molti cittadini sono stati costretti ad anticipare ingenti somme di denaro per riparare i danni subiti, affrontando spese che pesano duramente sui bilanci familiari. La speranza collettiva è che le parole del Governatore non rimangano promesse sospese, ma si trasformino in azioni concrete e immediate, perché chi ha perso tutto non può attendere che la macchina amministrativa faccia il suo corso con i soliti ritardi.

Un nodo particolarmente delicato riguarda le abitazioni della Sibari storica e le case dell’Opera Sila, che a causa di criticità nell’accatastamento rischiano di restare escluse dai fondi statali. Occhiuto ha ipotizzato una deroga normativa o l’impiego diretto di risorse regionali per bypassare gli ostacoli tecnici e garantire che il sostegno arrivi a chi ne ha diritto, a prescindere dai titoli di proprietà. La rapidità in questo passaggio sarà decisiva: con il rischio di nuovi nubifragi dietro l’angolo, la Calabria ha bisogno di risposte veloci e di una protezione civile sempre allerta per evitare che ai danni già subiti si aggiungano nuove, evitabili tragedie.