Il ritorno di piogge intense e violente sulla provincia di Cosenza ha riacceso la paura nelle contrade dello ionio, in particolare a Thurio, Ministalla, Foggia e Lattughelle.
Le precipitazioni delle ultime ore hanno causato un nuovo innalzamento del livello del fiume Crati, che versa in condizioni critiche a causa dello stato precario degli argini, già duramente provati dagli eventi dello scorso 13 febbraio. Gli abitanti della zona descrivono una situazione di estrema tensione, vissuta nel timore costante di nuove esondazioni.
La protesta del comitato I Guardiani del Crati
Di fronte all’aggravarsi delle condizioni meteorologiche, il comitato civico I Guardiani del Crati ha annunciato l’inizio di un’assemblea permanente. L’iniziativa nasce come forma di protesta contro il ritardo degli interventi di messa in sicurezza del corso d’acqua. I rappresentanti del comitato denunciano un isolamento istituzionale, sottolineando come le richieste di confronto non abbiano ricevuto riscontro.
“La Regione non ha nemmeno risposto alla nostra richiesta d’incontro per aprire un tavolo sulla messa in sicurezza Crati. Noi avevamo dato la nostra collaborazione e il nostro sostegno per trovare rapide ed efficaci soluzioni per mettere in sicurezza il grande fiume che torna a fare paura, ma evidentemente non siamo stati presi in considerazione”, dichiarano gli esponenti del gruppo civico. La mobilitazione proseguirà in tutte le sedi istituzionali fino a quando non verranno avviati i primi lavori concreti.
Le richieste di intervento immediato e normativo
Il comitato sollecita l’adozione di misure straordinarie per far fronte alla criticità ambientale. Tra le priorità indicate figurano la pulizia del letto del fiume, necessaria per ripristinare il corretto deflusso delle acque, e il rifacimento degli argini secondo le norme vigenti. Viene invocato l’intervento del governo nazionale affinché si proceda tramite decretazione d’urgenza, bypassando le lungaggini burocratiche che finora hanno impedito il ripristino dei livelli storici dell’alveo.
La determinazione dei residenti emerge chiaramente dalla volontà di non interrompere il presidio. Molte aziende e abitazioni dell’area risultano già seriamente compromesse e i cittadini chiedono garanzie per poter tornare a vivere e lavorare in sicurezza. “Attendiamo risposte immediate e concrete e questa volta non abbiamo intenzione di tornare alle nostre case e alle nostre aziende con la coda tra gambe ma difenderemo il nostro diritto di vivere serenamente”, conclude il comunicato del comitato.



