L’impennata dei costi del carburante non accenna a fermarsi e colpisce duramente anche la rete stradale calabrese.
Secondo le ultime rilevazioni dell’Unione nazionale consumatori, basate sui dati medi regionali diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo del gasolio in modalità self ha ufficialmente varcato la soglia dei 2,1 euro al litro.
La situazione nelle regioni e il dato locale
La Calabria figura nell’elenco dei territori che hanno registrato questo superamento, inserendosi in un contesto nazionale critico che vede coinvolte anche Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto. La media aritmetica nazionale si attesta ora a 2,105 euro, in aumento rispetto ai 2,090 euro del giorno precedente.
In questo scenario, la Calabria si conferma tra le aree dove il peso del pieno grava maggiormente sulle tasche degli automobilisti, con solo sette regioni in tutta Italia che riescono ancora a mantenersi, seppur di poco, al di sotto del limite dei 2,1 euro.
Le critiche dell’Unione nazionale consumatori
Il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona, ha espresso forte preoccupazione per la stabilità di questi rincari, richiamando le promesse governative relative al taglio delle accise. Dona ha sottolineato come l’incremento costante dei prezzi richiederebbe interventi immediati sulla tassazione, piuttosto che semplici convocazioni delle compagnie petrolifere.
“Visto che Meloni ha dichiarato che avrebbe ridotto le accise nel caso di aumenti dei prezzi in modo stabile, vorremmo dirle che anche oggi sono stabilmente aumentati”, ha dichiarato Massimiliano Dona. Il presidente ha poi aggiunto che, sebbene la convocazione dei distributori da parte del Ministro Salvini sia un segnale, “il governo avrebbe dovuto ridurre le accise 10 giorni fa, invece preferisce incassare milioni di euro in più al giorno”.



