Il Codacons ha presentato un esposto formale presso le Procure della Repubblica di Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia.
L’iniziativa mira a segnalare possibili fenomeni di rialzo fraudolento dei listini e manovre speculative sulle merci, sollecitando l’attivazione di indagini penali per verificare eventuali condotte illecite nei principali comparti economici della regione. L’attenzione è rivolta in particolare all’andamento dei prezzi nel settore dei carburanti e dell’energia.
L’impatto delle tensioni internazionali sui beni essenziali
Secondo quanto riportato nel documento inviato alle autorità giudiziarie, le attuali crisi geopolitiche e le dinamiche dei mercati energetici stanno incidendo in modo significativo sull’equilibrio economico globale. L’associazione sottolinea che quando tali variazioni coinvolgono beni di prima necessità come energia, carburanti e prodotti agricoli, l’impatto ricade direttamente sulla vita quotidiana e sul potere d’acquisto delle famiglie. Negli ultimi giorni sono stati registrati aumenti rilevanti nei settori energetico, agricolo e industriale, con effetti economici definiti estremamente significativi.
Carburanti e filiera agroalimentare sotto osservazione
Un focus specifico riguarda il comparto dei carburanti, dove anche minime oscillazioni del prezzo unitario possono determinare trasferimenti economici ingenti a carico dei consumatori su scala nazionale. Parallelamente, emergono segnali di rincaro nel settore agroalimentare. L’aumento dei costi del combustibile starebbe già influenzando i prezzi dei prodotti agricoli e ortofrutticoli, oltre a far lievitare la spesa per fertilizzanti e materie prime necessarie alla produzione.
Tensioni speculative nei settori edilizia e industria
L’analisi del Codacons evidenzia forti tensioni anche nel settore industriale e delle costruzioni. Alcuni fornitori di materie plastiche avrebbero richiesto aumenti fino al 30%, giustificando tale scelta con le difficoltà legate agli approvvigionamenti energetici. Incrementi consistenti colpiscono inoltre le materie prime strategiche: il rame ha fatto registrare rialzi prossimi al 40%, mentre ferro e alluminio si attestano intorno al 20%. Nel comparto dell’edilizia si segnalano rincari per il calcestruzzo, i conglomerati bituminosi e le membrane, con il legno che mostra aumenti compresi tra il 10% e il 15%.
La richiesta di accertamenti alle Procure calabresi
L’esposto chiede alle Procure di avviare accertamenti investigativi per analizzare la formazione dei prezzi lungo l’intera filiera, dai costi di approvvigionamento fino alla vendita al dettaglio. L’obiettivo è stabilire se gli aumenti siano proporzionati e giustificati dalle contingenze di mercato o se possano configurarsi ipotesi di reato, con riferimento agli articoli 501 e 501 bis del Codice penale. Le indagini potrebbero essere affidate alla Guardia di Finanza per l’acquisizione di documentazione specifica su listini e dinamiche economiche.



