La celebrazione del riconoscimento della cucina italiana quale patrimonio immateriale dell’umanità ha trovato in Calabria un momento di profonda riflessione e partecipazione. Sotto il tema “Radici e tradizioni.
La cucina di Calabria nel Patrimonio UNESCO”, le delegazioni regionali dell’Accademia Italiana della Cucina si sono riunite in una Conviviale Ecumenica Straordinaria. L’evento ha voluto sottolineare come l’arte culinaria nazionale non sia una semplice sequenza di ricette, ma un autentico stile di vita fondato sul rispetto delle materie prime e su abilità tramandate di generazione in generazione.
Un sistema culturale tra memoria e territorio
Per i delegati calabresi Álvaro, Branda, Borruto, Cannatelli, Chirico, D’Ippolito, Muscolo Nicotera, Tigani e Ventra, la cucina rappresenta un pilastro antropologico che intreccia memoria e spiritualità.
“Per noi calabresi la cucina è molto più di semplice nutrimento, è un sistema culturale e antropologico che intreccia memoria, identità e spiritualità”, hanno dichiarato i rappresentanti dell’Accademia. La salvaguardia di questo patrimonio è stata indicata come una priorità per contrastare l’omologazione globale, puntando sulla dimensione familiare e sulla trasmissione orale dei segreti culinari.
Il Coordinatore Territoriale Rosario Branda e il Direttore del Centro Studi Territoriale Ottavio Cavalcanti hanno evidenziato il valore del pranzo domenicale e delle festività come momenti di coesione. La cucina viene intesa come uno spazio educativo e affettivo, dove si impara il senso della comunità e della solidarietà.
In questo contesto, l’intervento dell’accademico Marcello Maggiolini ha posto l’accento sul legame tra alimentazione e salute, ricordando che “tutti gli studi sulle malattie tipiche delle società industrializzate e sull’invecchiamento, sottolineano l’importanza dell’alimentazione quale fattore di prevenzione e di terapia”.
La tavola come spazio di inclusione e ospitalità
L’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari. Il Prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano, il Sindaco Franz Caruso e l’assessore di Reggio Calabria Alex Tripodi hanno concordato sulla necessità di tutelare il tempo della convivialità. Nelle loro riflessioni, la tavola assurge a simbolo di accoglienza e strumento di apertura verso l’altro, trasformandosi in un luogo di dialogo e inclusione sociale. All’incontro ha preso parte da remoto anche il Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro.
La parte seminariale si è svolta presso la Galleria Nazionale, guidata da Rossana Baccari, mentre l’Enoteca Regionale della Provincia di Cosenza, retta da Francesco Pascuzzo, ha ospitato il momento conviviale. Il servizio e la preparazione del menù sono stati curati dall’Istituto Alberghiero di Cosenza.
Sotto la direzione di Graziella Cammalleri e il coordinamento del professor Carmelo Fabbricatore, lo staff ha proposto cinque portate iconiche, ognuna rappresentativa di una delle cinque province calabresi. Un riconoscimento particolare è stato rivolto a Nicodemo Librandi, accademico di Crotone e figura centrale nella rinascita del settore vitivinicolo regionale.



