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Cottarelli all’Unical: “Il governo terrà fino a fine legislatura, ma il vento è cambiato”

L’incertezza domina lo scacchiere internazionale, ma le dinamiche globali potrebbero subire evoluzioni repentine.

Questa la prospettiva delineata dall’economista Carlo Cottarelli durante l’incontro tenutosi presso l’Università della Calabria, un evento promosso dal Dipartimento di Economia in collaborazione con il Rotary Club Rende. L’analisi si è concentrata sulle ripercussioni dei conflitti in corso, con un focus particolare sui mercati energetici e sulle conseguenze per il tessuto produttivo locale e nazionale.

Tensioni energetiche e scenari di conflitto

Il panorama bellico attuale sta già manifestando i propri effetti attraverso l’instabilità dei prezzi, specialmente nel comparto dell’energia. Cottarelli ha espresso una valutazione cautamente ottimista sulla durata delle ostilità, legandola a fattori di pressione economica interna alle grandi potenze. “Ritengo più probabile che la guerra non si prolunghi a lungo”, ha dichiarato l’economista, mettendo in evidenza come l’incremento del costo della benzina negli Stati Uniti rappresenti una variabile critica capace di innescare riflessi politici ed economici di portata globale.

Il traguardo dell’export calabrese tra successi e rischi

Un passaggio significativo dell’intervento ha riguardato lo stato di salute dell’economia regionale. Nel 2025, le esportazioni della Calabria hanno segnato un traguardo storico, superando la soglia di 1,000 miliardi di euro. A trainare questa crescita è stato principalmente il comparto agricolo e l’agroalimentare. Tuttavia, questo dinamismo deve fare i conti con le turbolenze geopolitiche. Secondo Cottarelli, il rischio di contraccolpi sui mercati internazionali è concreto e “non riguarda solo la Calabria, ma tutte le regioni che esportano verso aree interessate dai conflitti”.

Sviluppo del Mezzogiorno: oltre la Zes

Per quanto riguarda le strategie di rilancio del Sud Italia, l’economista ha riconosciuto il valore della Zona Economica Speciale (Zes) e dell’innovazione tecnologica, definendole leve strategiche imprescindibili. Tuttavia, ha ribadito che tali strumenti non possono essere risolutivi in assenza di riforme strutturali. “Per attrarre investimenti serve un contesto favorevole: meno burocrazia, ma anche un sistema fiscale più competitivo”, ha spiegato Cottarelli. L’ex commissario alla revisione della spesa ha inoltre precisato che una riduzione della pressione fiscale non può prescindere da scelte rigorose in merito al contenimento della spesa pubblica.

Riflessi politici e scenari elettorali

L’analisi ha infine toccato il fronte interno, soffermandosi sugli esiti del recente referendum sulla giustizia. Cottarelli, che ha confermato il proprio voto favorevole pur auspicando interventi più profondi, ha interpretato il risultato delle urne come un segnale di mutamento nel consenso nazionale. “È la prima sconfitta per Giorgia Meloni”, ha affermato l’economista, sottolineando come l’esito della consultazione abbia intaccato la percezione di solidità della leadership governativa.

Nonostante la previsione di una tenuta dell’esecutivo fino al termine naturale della legislatura, il giudizio sulle prospettive future rimane improntato alla prudenza. Secondo l’analisi di Cottarelli, l’immagine della premier ne esce ridimensionata: “Si è incrinata l’aura di invincibilità della presidente del Consiglio e una vittoria alle prossime elezioni oggi appare meno probabile”.