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Emergenza forestali in provincia di Cosenza: sindacati denunciano il silenzio della Regione

Il clima di incertezza che avvolge il settore forestale nella provincia di Cosenza ha raggiunto livelli critici, spingendo le sigle sindacali FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL a sollevare una dura protesta contro il silenzio delle istituzioni calabresi.

Al centro della disputa si trova la mancata risposta alla richiesta di incontro unitario inviata lo scorso 9 marzo 2026 all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, e al direttore generale di Calabria Verde, Giuseppe Oliva.

La tensione tra i lavoratori è culminata in una manifestazione spontanea presso il distretto di Calabria Verde a San Giovanni in Fiore. Un nutrito gruppo di operai ha deciso di presidiare la sede per dare voce a una condizione di profondo disagio che riguarda circa 300 unità appartenenti al bacino della legge ex 15. Si tratta di personale precario a tempo determinato, impiegato in attività idraulico-forestali in aree interne già colpite da spopolamento e fragilità idrogeologica.

Le ragioni della protesta e le criticità economiche

I lavoratori interessati risultano fermi dal mese di novembre 2025. L’assenza di reddito per un periodo così prolungato sta determinando ricadute pesanti sulla tenuta economica delle famiglie, in un contesto macroeconomico segnato dall’impennata dei costi dei beni di prima necessità, del carburante e dell’energia.

Le organizzazioni sindacali, rappresentate da Antonio Pisani, Alessia Costabile e Antonio De Gregorio, hanno sottolineato come la mancanza di una programmazione chiara stia esasperando gli animi. Le richieste avanzate dai sindacati puntano a ottenere certezze sui tempi di apertura dei cantieri per l’annualità 2026 e a discutere un incremento del numero di giornate lavorative. Nel 2025 il tetto è stato fissato a 102 giornate annue, una quota ritenuta del tutto insufficiente a garantire il sostentamento dei nuclei familiari coinvolti.

Un territorio fragile in attesa di risposte

La necessità di un intervento immediato è dettata anche dalle emergenze ambientali che hanno recentemente interessato il territorio cosentino. I sindacati citano i recenti eventi alluvionali che hanno colpito le zone di Sibari e Tarsia come prova della necessità di avere maestranze operative e una pianificazione degli assetti occupazionali coerente con le esigenze di cura del suolo.

Il mancato riscontro da parte della Regione Calabria a pochi giorni dalla teorica ripresa delle attività viene interpretato come un segnale preoccupante. FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL hanno ribadito che, in assenza di una convocazione immediata, verranno attivate tutte le azioni sindacali necessarie per tutelare i diritti e la dignità dei lavoratori forestali.