Il monitoraggio dello stato reale dei lavori e delle criticità ancora aperte presso il pronto soccorso dell’ospedale di Castrovillari è tornato al centro dell’attenzione istituzionale.
Il consigliere regionale Ferdinando Laghi ha effettuato una nuova visita ispettiva presso la struttura, incontrando il primario Pietro Scrivano per fare il punto sugli interventi di riqualificazione in corso. Durante il colloquio sono stati illustrati i dettagli della fase attuale del cantiere, che vede la struttura interna ormai prossima all’ultimazione.
Stato del cantiere e nodi da sciogliere
Nonostante l’avanzamento dei lavori strutturali, emergono ancora ostacoli significativi per l’effettiva operatività del reparto. Allo stato attuale, i locali risultano privi di arredi e delle strumentazioni indispensabili per garantire il servizio. Sebbene una stima informale fornita dal commissario Asp, Vitaliano De Salazar, indichi il mese di maggio come possibile termine per la conclusione degli interventi, resta l’incognita sulla data certa del trasferimento. Il ritorno del pronto soccorso nella sua sede naturale è considerato prioritario per superare l’attuale fase di gestione in spazi angusti che penalizzano sia gli operatori sanitari che l’utenza.
Sul fronte della trasparenza amministrativa, il consigliere Laghi ha segnalato il mancato riscontro a una richiesta di accesso agli atti presentata quasi due mesi fa per ottenere il cronoprogramma ufficiale delle opere. “Voglio sottolineare che il ritorno del pronto soccorso, nella sua sede naturale, ristrutturata, è una situazione urgente, stante l’evidente inadeguatezza di quella attuale, troppo prolungata, che penalizza personale sanitario e utenti”, ha dichiarato l’esponente regionale durante il sopralluogo.
Le criticità legate alla dotazione del personale
Oltre alle questioni infrastrutturali, l’attenzione si è spostata sull’organizzazione della pianta organica. Se l’organico medico del pronto soccorso appare quasi sufficiente, permangono lacune per quanto riguarda l’area critica di assistenza sub-intensiva prevista dall’atto aziendale. Per questa specifica articolazione, infatti, non risultano ancora banditi i concorsi necessari al reclutamento di medici dedicati.
La necessità di trasformare gli obiettivi su carta in servizi concreti rimane il tema centrale per garantire il diritto alla salute nel territorio. “È necessario che le attività in corso e gli obiettivi, al momento solo sulla carta, vengano portati a termine in tempi che consentano ai cittadini di fruire pienamente del loro sacrosanto diritto alla salute”, ha concluso Laghi, ribadendo l’impegno nel monitorare costantemente l’evoluzione della situazione fino alla completa riapertura del reparto.



