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Welfare Calabria, stretta della Regione sugli enti inadempienti: fondi da restituire e commissari in arrivo

Il dipartimento Welfare della Regione Calabria ha avviato le procedure formali per il recupero delle risorse destinate alle politiche sociali e non utilizzate dagli Ambiti territoriali sociali (Ats).

Il provvedimento riguarda quegli enti che, alla scadenza del 31 dicembre 2025, non hanno attivato i servizi essenziali previsti dalla programmazione regionale. L’intervento mira a sbloccare l’erogazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps) attraverso la nomina di commissari ad acta, che sostituiranno le amministrazioni locali rimaste inerti.

Tutela dei servizi per disabili e caregiver

L’azione regionale si concentra in particolare sulla mancata attuazione di fondi cruciali come il “Dopo di noi” e il “Fondo Caregiver”. La decisione di procedere con il commissariamento nasce dalla necessità di garantire assistenza alle fasce più fragili della popolazione, evitando che l’incapacità amministrativa di alcuni territori si traduca in una privazione di diritti fondamentali. Gli Ats coinvolti sono aggregazioni intercomunali che dovrebbero fungere da motore per la gestione socio-sanitaria, ma che in diversi casi si sono trasformati in ostacoli burocratici.

Equità tra territori virtuosi e inadempienti

La strategia adottata dalla Regione segue un criterio di equità per non penalizzare chi ha operato correttamente. Non verrà richiesta alcuna restituzione di fondi agli ambiti che, pur avendo presentato la rendicontazione oltre i termini stabiliti, hanno effettivamente garantito l’erogazione dei servizi ai cittadini. In questi casi, gli uffici regionali si limiteranno a verificare e ratificare la regolarità delle spese sostenute. L’obiettivo è proteggere le realtà che hanno risposto ai bisogni delle famiglie nonostante le complessità delle procedure.

La posizione dell’assessorato al Welfare

L’assessore regionale al Welfare e alle Pari opportunità, Pasqualina Straface, ha chiarito la linea dell’amministrazione definendo l’intervento un atto di giustizia. “È un atto di rispetto verso chi ha lavorato bene. Non permetterò che gli Ambiti territoriali virtuosi e i loro cittadini paghino le colpe degli inadempienti. Chi ha attivato i servizi e ha dato risposte alle famiglie, nonostante le lungaggini burocratiche, verrà tutelato. Il nostro intervento si concentrerà esclusivamente laddove l’inerzia ha privato i cittadini più fragili di un diritto fondamentale”.

L’esponente della giunta ha inoltre espresso rammarico per la necessità di ricorrere a misure straordinarie, sottolineando però l’impegno verso la dignità umana. “Assumere questa decisione mi provoca un profondo dispiacere umano perché la restituzione di un fondo è sempre una sconfitta del sistema territoriale. Tuttavia, la mia responsabilità verso le fasce fragili mi impone di essere risoluta: non possiamo tollerare che i bisogni delle persone restino inascoltati per incapacità amministrativa. Se un ambito non attiva i servizi per i disabili o i caregiver, la Regione ha il dovere morale di intervenire. Il welfare non è una questione di scartoffie, ma di dignità umana che deve essere garantita ovunque, senza zone d’ombra”.