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Mancini: “Il centro storico di Cosenza cade a pezzi nell’indifferenza di chi doveva proteggerlo”

Il cuore antico di Cosenza è stato scosso dal cedimento di un palazzo che ha coinvolto anche l’edificio antistante, trasformando una giornata ordinaria in un momento di paura e distruzione.

Le conseguenze dell’evento hanno colpito duramente la comunità locale: quattordici cittadini sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni e un intero rione è rimasto privo dell’erogazione idrica. Solo il caso ha evitato una tragedia peggiore, poichè i detriti hanno mancato per pochi istanti un giovane che transitava in strada al momento del crollo.

Giacomo Mancini, esponente della direzione del Partito Democratico ed ex parlamentare socialista, si è recato sul posto per testimoniare la propria vicinanza ai residenti colpiti, denunciando con fermezza lo stato di abbandono in cui versa la parte storica della città.

Un fallimento politico e amministrativo

Secondo l’esponente dem, quanto accaduto non può essere archiviato come una semplice fatalità o un evento imprevedibile. L’analisi di Mancini punta il dito contro una gestione del territorio che avrebbe ignorato per troppo tempo i segnali di allarme provenienti dal tessuto urbano. Il crollo rappresenterebbe la fotografia di un fallimento istituzionale e il risultato diretto di una prolungata assenza di interventi strutturali.

“Il centro storico cade a pezzi nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto proteggerlo, curarlo, metterlo in sicurezza” ha dichiarato Mancini, sottolineando come il degrado sia la conseguenza naturale di quando si rinuncia alla manutenzione ordinaria e straordinaria di un quartiere. L’abbandono di queste aree, secondo la sua visione, porta inevitabilmente alla presentazione di un conto salato in termini di sicurezza e vivibilità.

La necessità di una visione per la rinascita

L’appello lanciato da Mancini invoca un cambio di rotta radicale che superi la gestione dell’emergenza per approdare a una programmazione seria. Non bastano le “passerelle” elettorali o gli interventi spot, ma occorre una “bussola” politica che rimetta al centro la prevenzione e la cura costante del patrimonio edilizio.

Per l’ex parlamentare, il centro storico di Cosenza non deve più essere sinonimo di precarietà abitativa e abbandono sociale. Al contrario, l’area antica ha le potenzialità per trasformarsi nella più grande occasione di rilancio per l’intera città. Questo passaggio cruciale, tuttavia, richiede una presenza quotidiana delle istituzioni sul territorio e la capacità di mettere in campo visione e coraggio per invertire la rotta della decadenza.