Il progetto del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria torna al centro del dibattito politico con le dichiarazioni espresse dal ministro Matteo Salvini durante la manifestazione “L’ora del Ponte”.
L’infrastruttura viene descritta come un elemento di rottura rispetto al passato, capace di generare un impatto profondo non solo sull’economia, ma anche sulla struttura sociale del Mezzogiorno. Il titolare del Mit ha definito l’opera come uno strumento fondamentale per sottrarre terreno alle organizzazioni criminali, affermando che la mafia e la ‘ndrangheta prosperano dove mancano il lavoro e le prospettive di crescita.
Il contrasto alle mafie e il ritorno dei giovani
Secondo la visione esposta dal ministro, la realizzazione del Ponte rappresenterebbe la più rilevante operazione di contrasto alla criminalità organizzata, puntando sulla creazione di occupazione legale. Salvini ha introdotto il concetto di “reimmigrazione positiva”, ipotizzando che migliaia di giovani siciliani e calabresi, attualmente costretti a cercare fortuna altrove, possano trovare nel cantiere e nell’indotto dell’opera le condizioni per rientrare nei territori d’origine. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere il Sud competitivo attraverso un’infrastruttura che il ministro non vuole legare a un singolo partito, definendola invece come il “Ponte degli italiani e della pace”.
La Metropolitana dello Stretto e gli investimenti correlati
L’intervento ha toccato anche aspetti tecnici e logistici legati alla mobilità quotidiana dei pendolari e dei professionisti. Il progetto prevede l’integrazione di una cosiddetta “Metropolitana dello Stretto” con una frequenza di 200 corse giornaliere tra le due sponde. Questo sistema si inserirebbe in un piano più ampio di investimenti per la Sicilia, che secondo i dati forniti ammonterebbero a 50 miliardi di euro destinati a strade, autostrade, ferrovie, porti e acquedotti. Il ministro ha sottolineato come la volontà di costruire si contrapponga ai movimenti contrari, accusati di frenare il progresso del territorio.
Lo scontro con i movimenti contrari all’opera
Un passaggio del discorso è stato dedicato alla critica aspra verso le manifestazioni del “No Ponte”, associate da Salvini a episodi di vandalismo e tensione. Nel rivendicare la natura pacifica della piazza favorevole all’opera, il ministro ha rimarcato la differenza di approccio tra chi sostiene il progetto e chi vi si oppone, ribadendo l’impegno del governo nel proseguire l’iter realizzativo. Il riferimento finale è andato alla necessità di migliorare parallelamente il sistema giudiziario, pur nel rispetto degli esiti delle consultazioni passate, per garantire una cornice di legalità e trasparenza a tutto il comparto delle grandi opere.



