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Cosenza si stringe attorno al Vescovo per la Via Crucis del Venerdì Santo

Un corteo silenzioso ma carico di speranza per il futuro ha attraversato ieri sera le strade della città in occasione della tradizionale Via Crucis del Venerdì Santo. Migliaia di fedeli hanno preso parte a questo cammino di meditazione e di preghiera, riunendosi intorno al Vescovo, Mons. Giovanni Checchinato, per testimoniare la propria partecipazione ai riti della Passione.

Il percorso della fede tra preghiera e riflessione

Il programma della serata ha avuto inizio alle ore 18 con l’azione liturgica in Passione Domini. Successivamente, alle ore 20, la comunità si è ritrovata davanti alla chiesa del Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto per dare inizio alla processione. Il corteo ha proseguito solennemente verso il piazzale della parrocchia di San Nicola, luogo scelto per la conclusione del cammino di preghiera.

Questo momento ha rappresentato il culmine di una serie di funzioni iniziate con la domenica delle Palme, quando il Presule ha presieduto la commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Il Triduo pasquale era stato invece aperto giovedì da Mons. Checchinato con la celebrazione della messa e il rito della Lavanda dei piedi presso il carcere.

Il messaggio di speranza e il valore della pace

Nel messaggio augurale inviato alla comunità diocesana, il Vescovo ha voluto offrire una profonda riflessione sul significato della Pasqua, sottolineando che «la resurrezione non è un evento, ma un processo che è preparato da un lungo percorso di bene». Secondo il Presule, chi abbraccia questa logica riesce a scorgere il bene anche nelle situazioni più drammatiche, forte della consapevolezza che «il Signore sta alla mia destra, non potrò vacillare».

Un richiamo particolare è stato rivolto al tema della pace, intesa come dono supremo che scaturisce da un animo rinnovato. Mons. Checchinato ha ricordato come, la sera della Resurrezione, Gesù saluterà i suoi amici con la parola Shalom. In merito a questo passaggio, il Vescovo ha dichiarato che «ognuno dà quello che ha, e non c’è niente di più bello e significativo della pace da regalare agli amici, pace che esce da un cuore che non ha conosciuto l’odio». (fonte gazzetta del sud)