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Locri, la smentita dei consiglieri Cutrona e Lacopo: “Nessun scioglimento per mafia”

In seguito a quanto trasmesso durante il programma condotto da Nicola Porro, i consiglieri comunali di Locri, Marco Cutrona e Giovanni Lacopo, hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale per contestare duramente una ricostruzione dei fatti ritenuta inesatta e lesiva dell’immagine del territorio.

Al centro della polemica vi è un supporto grafico utilizzato nel corso della trasmissione, il quale avrebbe associato il nome della città calabrese a un presunto scioglimento dell’ente per infiltrazioni mafiose.

I rappresentanti istituzionali hanno chiarito con fermezza che tale accostamento è privo di qualsiasi fondamento amministrativo o giuridico. La nota sottolinea come la diffusione di simili errori mediatici non faccia altro che alimentare pregiudizi radicati, colpendo una comunità che da tempo opera per superare le criticità del contesto territoriale attraverso l’impegno civile e il rispetto delle regole.

Una comunità distante dalle narrazioni superficiali

La replica dei consiglieri mira a ristabilire una verità storica e burocratica fondamentale per la dignità della città. Secondo quanto dichiarato dai due esponenti politici, Locri non può essere ridotta a semplificazioni giornalistiche o utilizzata come esempio improprio in contesti che non tengono conto della complessità della realtà locale.

“Locri non è mai stata oggetto di un provvedimento di scioglimento per mafia”, hanno ribadito Cutrona e Lacopo nella loro nota congiunta. I consiglieri hanno poi proseguito sottolineando il valore della società civile locale: “Qui esiste una realtà fatta di istituzioni che operano, cittadini che partecipano e una società civile che ha sempre dimostrato di saper reagire con dignità alle sfide più difficili”.

L’impegno per la cultura della legalità

La smentita non si limita a correggere il dato tecnico, ma rivendica l’esistenza di un modello di convivenza basato sulla responsabilità e sulla coesione sociale. Per i rappresentanti del comune, la difesa del buon nome della città è un atto necessario per tutelare sia la storia di Locri sia lo sforzo quotidiano di chi lavora per il suo sviluppo civile.

L’intervento si conclude con l’auspicio che il sistema informativo eviti in futuro comunicazioni approssimative su tematiche così sensibili, le quali rischiano di oscurare il solido senso civico e la cultura della legalità che caratterizzano la partecipazione attiva dei cittadini locresi.