Nel cuore della frazione Marcellina, a Santa Maria del Cedro (CS), sorge uno dei tesori più preziosi della Calabria: il Parco Archeologico di Laos. Esteso su una superficie di circa 60 ettari, il sito rappresenta il fulcro storico-culturale dell’Alto Tirreno cosentino, offrendo ai visitatori un’immersione diretta nelle vestigia dell’antica colonia magno-greca.
Nuovi orari e accessibilità gratuita
Per favorire una maggiore affluenza e venire incontro alle esigenze di turisti e scolaresche, sono stati definiti i nuovi orari di apertura. La rimodulazione punta a trasformare il Parco in un polo sempre più dinamico per le attività didattiche e culturali del territorio.
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Dal mercoledì al sabato: ore 09:30 – 12:30
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Domenica: ore 09:00 – 13:00
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Lunedì e Martedì: Chiuso
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Ingresso: Gratuito
Nota per i visitatori: Per esigenze particolari o per l’organizzazione di visite guidate di gruppo, è possibile effettuare una prenotazione presso gli uffici comunali competenti.
La storia: dagli scavi italo-francesi al Parco moderno
La nascita ufficiale del Parco risale al 1994, frutto di un’intensa attività di ricerca condotta da un’équipe italo-francese. Le indagini archeologiche hanno permesso di riportare alla luce l’impianto urbano dell’antica città e diverse unità abitative, inserendosi in un ambizioso progetto di recupero della zona compresa tra i fiumi Lao e Abatemarco.
Oggi l’area è perfettamente attrezzata per accogliere il pubblico grazie a:
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Restauro delle strutture antiche e messa in sicurezza dei percorsi.
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Antiquarium: un edificio recuperato e adibito a sede museale per l’esposizione dei reperti.
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Percorsi attrezzati: tracciati delimitati che ricalcano l’antico sistema viario, arricchiti da supporti didattici per una visita consapevole.
Un polo culturale d’eccellenza
Il Parco Archeologico di Laos non è solo un sito di scavo, ma un vero e proprio polo d’interesse strategico per la Calabria. La sua valorizzazione permette di mantenere vivo il legame profondo con le radici della Magna Grecia, rendendo la storia accessibile a cittadini e viaggiatori che cercano, tra il mare e la collina, il fascino senza tempo dell’archeologia.



