Un’indagine condotta dai Carabinieri della Tenenza di Rosarno ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare personale nei confronti di un uomo residente nel comune calabrese.
L’indagato è ritenuto gravemente indiziato del reato di atti persecutori ai danni dell’ex coniuge, al termine di una serie di accertamenti avviati in seguito alla denuncia sporta dalla vittima nel mese di marzo 2026. Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, l’uomo non avrebbe accettato la conclusione del legame matrimoniale, mettendo in atto comportamenti ossessivi e vessatori che avrebbero trasformato la quotidianità della donna in un costante stato di pressione psicologica.
Le azioni documentate descrivono una condotta invasiva caratterizzata da messaggi dal contenuto ingiurioso e minatorio inviati tramite piattaforme di messaggistica istantanea. A queste si sarebbero aggiunti pedinamenti, appostamenti sotto l’abitazione e nei luoghi frequentati abitualmente dalla vittima, nonché la diffusione di messaggi offensivi sui canali social. Il quadro investigativo evidenzia inoltre tentativi di controllo sulla vita privata della donna, attuati anche attraverso la strumentalizzazione degli incontri con i figli minorenni, utilizzati come occasione per denigrare l’ex moglie e ostacolare i suoi rapporti interpersonali.
Le conseguenze per la vittima e le misure cautelari
La spirale di molestie ha prodotto nella persona offesa un grave stato di ansia e il fondato timore per la propria incolumità. Tali circostanze hanno costretto la donna a modificare drasticamente le proprie abitudini di vita, limitando gli spostamenti e la propria libertà individuale. Gli elementi raccolti dai militari dell’Arma sono stati valutati dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi che, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica guidata dal procuratore Emanuele Crescenti, ha disposto il divieto di avvicinamento.
Il provvedimento impone all’uomo di mantenere una distanza minima di 300 metri dalla vittima, estendendo il divieto all’abitazione, al luogo di lavoro e a ogni altro spazio da lei frequentato. È stato inoltre ordinato il divieto assoluto di comunicare con la donna attraverso qualsiasi mezzo. L’intervento rientra nell’attività di contrasto alla violenza di genere portata avanti dall’autorità giudiziaria e dalle forze dell’ordine per assicurare protezione tempestiva. Resta fermo il principio di non colpevolezza per l’indagato, in quanto il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari.



