La posizione di Rosaria Succurro all’interno del Consiglio Regionale della Calabria è stata ufficialmente blindata. Il Tribunale di Catanzaro ha infatti accolto le tesi difensive presentate dai legali della consigliera, ponendo fine a un contenzioso che metteva in dubbio la regolarità della sua elezione. I giudici hanno stabilito la cessazione della materia del contendere, disponendo contestualmente la compensazione delle spese legali tra le parti coinvolte.
I termini del ricorso e la documentazione prodotta
L’azione legale era stata promossa da un cittadino elettore, il quale sosteneva che Succurro si trovasse in una condizione di decadenza. L’ipotesi di incompatibilità sollevata riguardava la contemporanea titolarità degli incarichi di sindaco e presidente della Provincia di Cosenza al momento dell’ingresso nell’assemblea regionale.
Nel corso del procedimento, gli avvocati Enrico e Achille Morcavallo hanno depositato la documentazione necessaria a dimostrare la correttezza dell’operato della loro assistita. Gli atti hanno provato che le dimissioni dalle precedenti cariche amministrative erano state rassegnate nel pieno rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente, eliminando qualsiasi sovrapposizione tra i diversi ruoli istituzionali.
La decisione finale dei giudici di Catanzaro
A seguito della discussione in aula, il collegio giudicante ha preso atto della regolarità formale e sostanziale delle dimissioni. L’accertamento del venir meno delle cause ostative ha portato il Tribunale a dichiarare conclusa la controversia giudiziaria. Con questa pronuncia, viene confermata definitivamente l’appartenenza di Rosaria Succurro al Consiglio Regionale della Calabria, chiudendo un capitolo che aveva generato incertezza sulla composizione della massima assise calabrese.



