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La sanità calabrese non è più commissariata, Ferro: “Si riparte per costruire un sistema più efficiente”

La revoca del commissariamento della sanità in Calabria segna la conclusione di un lungo periodo di gestione straordinaria durato quasi quattro lustri.

La decisione, ratificata dal Consiglio dei ministri, restituisce alla Regione la titolarità completa delle funzioni di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari, ponendo fine a un regime iniziato nel 2009 per far fronte a criticità strutturali e finanziarie.

Un percorso politico giunto a compimento

L’uscita dalla fase commissariale viene interpretata come il raggiungimento di un obiettivo prefissato dall’esecutivo nazionale e regionale. Il sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, ha sottolineato come questo passaggio rappresenti il mantenimento di una promessa formulata in precedenza, evidenziando il lavoro di coordinamento svolto tra il governo centrale e l’amministrazione guidata dal presidente Roberto Occhiuto.

Secondo quanto affermato dall’onorevole Ferro, la fine della tutela statale è un risultato storico che premia gli sforzi compiuti negli ultimi anni per stabilizzare i conti e migliorare l’erogazione delle cure sul territorio.

Verso una nuova fase di autonomia amministrativa

Il ritorno alla gestione ordinaria apre scenari differenti per la sanità calabrese, caricando l’ente regionale di nuove responsabilità dirette. L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni è quello di trasformare la riconquistata autonomia in una capacità amministrativa che possa rispondere con maggiore efficacia alle necessità dei cittadini, puntando alla costruzione di un sistema sanitario moderno e funzionale.

“L’uscita dal commissariamento segna una svolta decisiva: la Calabria torna dopo 17 anni ad avere la piena titolarità del governo della propria sanità”, ha dichiarato Wanda Ferro, aggiungendo che si apre ora un periodo in cui la responsabilità dovrà tradursi in una sanità all’altezza delle aspettative della popolazione.