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Carburante “finito” al self ma disponibile al servito: Codici lancia l’allerta

Negli ultimi giorni, diverse segnalazioni giunte agli sportelli dell’associazione Codici hanno portato alla luce una situazione ambigua che sta interessando alcuni distributori di carburante. Il paradosso è semplice quanto penalizzante: le pompe self-service vengono indicate come “esaurite” tramite cartelli o blocchi tecnici, mentre il servizio assistito – decisamente più costoso – continua a erogare benzina e gasolio senza alcun problema.

Il sospetto di una pratica scorretta

Secondo quanto riferito dai consumatori, non si tratterebbe di guasti tecnici isolati o di una reale mancanza di scorte nei serbatoi. Il carburante sarebbe effettivamente disponibile, ma reso accessibile solo a chi accetta di pagare la maggiorazione prevista per il servizio con operatore.

Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, ha espresso forte preoccupazione in merito, sottolineando che se questa dinamica venisse confermata su larga scala, ci troveremmo di fronte a una chiara distorsione della concorrenza. In un periodo in cui il costo dei carburanti grava pesantemente sul budget delle famiglie, obbligare l’utente al “servito” precludendo l’opzione più economica rappresenta un danno economico diretto e ingiustificato.

L’appello ai cittadini: documentate e segnalate

L’associazione si è già attivata per fare chiarezza, ma per procedere per vie legali è fondamentale il supporto della collettività. Codici invita tutti i cittadini che si imbattono in queste anomalie a segnalare il caso tempestivamente.

Per rendere la segnalazione efficace, è necessario indicare il nome del distributore, la località e la data dell’evento, allegando possibilmente una documentazione fotografica dei cartelli di “fuori servizio” posti sulle pompe self-service. Una volta raccolto un quadro probatorio chiaro, l’associazione provvederà a investire della questione le autorità competenti per tutelare i diritti dei consumatori e ripristinare la trasparenza nei prezzi.

“Non si tratta di un disservizio, ma di una scelta che ricade sulle tasche degli automobilisti. Raccoglieremo ogni prova per fermare questa pratica.”