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Presentato a Rende il libro di Concetta Napoli: quando la scrittura diventa luce nella tempesta

Presso il Museo del Presente si è tenuta la presentazione del volume intitolato Dentro la tempesta Il nemico non fa più paura, opera di Concetta Napoli.

L’iniziativa, nata dalla sinergia tra le associazioni AlterEgo ASC e Agorà ETS con il patrocinio del Comune di Rende, ha attirato una numerosa platea, trasformando la serata in un’occasione di riflessione collettiva su temi universali quali la sofferenza e la capacità di rinascita.

L’apertura dell’incontro è stata affidata all’avvocato Francesco Tenuta. Nel corso del suo saluto istituzionale, Tenuta ha posto l’accento sulla necessità di sostenere eventi culturali che affrontino con delicatezza argomenti complessi, offrendo uno spazio di visibilità a testimonianze umane di grande impatto.

Analisi critica e testimonianze di vita

Il dibattito è entrato nel vivo con i contributi della scrittrice Antonia Flavio e della storica e critica d’arte Mariateresa Buccieri. Entrambe hanno analizzato il testo evidenziandone la cifra narrativa e il valore intrinseco come documento umano. La conduzione del dialogo è stata curata dalla docente Francesca Presta, che ha saputo tessere le fila del confronto con particolare sensibilità.

Al centro dell’opera si colloca la vicenda del piccolo Francesco e della madre Concetta. Il libro ripercorre le tappe di un percorso segnato dalla malattia, descrivendo come il legame tra genitore e figlio possa mutare il dolore in una forma di testimonianza attiva. La forza autentica della narrazione ha permesso al pubblico di immedesimarsi in una storia che trascende il dato biografico per farsi esperienza condivisa.

La scrittura come strumento di elaborazione

Concetta Napoli ha preso la parola manifestando una profonda emozione nel descrivere la genesi del suo lavoro. L’autrice ha spiegato come l’atto dello scrivere abbia rappresentato un passaggio fondamentale per l’elaborazione del vissuto e la salvaguardia della memoria. Attraverso le sue parole, è emerso come la letteratura possa fungere da bussola per orientarsi nei momenti di maggiore incertezza.

La serata si è conclusa in un’atmosfera di raccoglimento e forte partecipazione, ribadendo la funzione sociale della scrittura. L’evento ha dimostrato come la condivisione delle fragilità possa generare nuove forme di consapevolezza, offrendo strumenti per attraversare le fasi più difficili dell’esistenza e attribuire loro un significato rinnovato.