L’ammodernamento della ferrovia jonica e il rispetto delle scadenze fissate dal PNRR sono stati i temi centrali di un’interrogazione presentata in Aula dal senatore Ernesto Rapani.
Il confronto ha permesso di fare il punto sull’avanzamento dei cantieri per l’elettrificazione della tratta Sibari-Crotone-Catanzaro Lido, un’opera strategica finanziata con 179 milioni di euro che mira a potenziare i collegamenti ferroviari in Calabria e a favorire lo sviluppo del bacino d’utenza degli scali aeroportuali, in particolare quello di Crotone.
Le richieste del senatore Rapani
Il parlamentare ha espresso preoccupazione per i tempi di esecuzione e per le ricadute economiche che il perdurare dei lavori potrebbe avere sul comparto turistico, specialmente in vista della stagione estiva. Durante il suo intervento, Rapani ha ripercorso le tappe del progetto, chiedendo certezze sulla riapertura della linea, attualmente interessata da servizi sostitutivi su gomma.
Un passaggio significativo ha riguardato la gestione della burocrazia legata alla soppressione dei passaggi a livello. Su questo fronte, il senatore ha suggerito una soluzione decisa per evitare ulteriori slittamenti: «Se dovessero emergere ulteriori ostacoli burocratici, si valuti la nomina di un commissario con poteri straordinari». L’obiettivo è accelerare le procedure amministrative che rischiano di frenare il completamento delle opere accessorie ma essenziali.
La replica del governo e lo stato dei lotti
La risposta dell’esecutivo è stata affidata al sottosegretario Iannone, che ha fornito un quadro dettagliato degli interventi in corso. Per quanto riguarda il lotto tra Sibari e Crotone, che si snoda per circa 112 chilometri, le attività si concentrano sull’allestimento della linea e sulla costruzione delle sottostazioni elettriche nei comuni di Pietrapaola, Cirò e Crotone. Nelle restanti aree sono ancora in fase di esecuzione le operazioni di bonifica.
Lo stato di avanzamento appare più consolidato nel tratto Crotone-Catanzaro Lido. Lungo questi 58 chilometri sono già stati installati i pali di sostegno e gran parte delle sospensioni. Si avvia alla conclusione anche la posa della catenaria rigida nella galleria di Cutro, oltre al posizionamento dei portali nelle principali stazioni di servizio.
Cause dei ritardi e nuove scadenze
Il governo ha ammesso la presenza di criticità che hanno influenzato la tabella di marcia originaria. Secondo quanto illustrato da Iannone, i rallentamenti sono riconducibili alla necessità di adeguare i progetti ai nuovi parametri di rischio idraulico, alla scoperta di interferenze non censite e alle complessità delle procedure espropriative. Non sono mancate, inoltre, varianti dovute alla bonifica da ordigni bellici.
In merito alle prospettive future, il sottosegretario ha delineato un nuovo orizzonte temporale. «Il completamento dei lavori è previsto a partire da fine giugno 2026», ha confermato, aggiungendo che l’attivazione effettiva della linea avverrà in modo progressivo durante il 2027. L’impegno del governo rimane quello di mantenere un monitoraggio costante per garantire che ogni azione utile sia intrapresa per rispettare le nuove scadenze.



