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La scelta della libertà: Giacomo Mancini rievoca i protagonisti della Resistenza cosentina – VIDEO

In occasione delle celebrazioni del 25 aprile, Giacomo Mancini, esponente della direzione del Partito Democratico in Calabria e già parlamentare socialista, ha condiviso una riflessione profonda attraverso i propri canali social.

Un racconto per immagini e parole, ambientato tra le vie di Cosenza che evocano la fine dell’oppressione e l’inizio di una nuova era democratica. Mancini ha definito questa data come la ricorrenza più significativa per l’identità nazionale, sottolineando l’importanza di onorare chi ha lottato contro l’occupazione nazista e il regime fascista.

La memoria dei protagonisti della Resistenza cosentina

Il richiamo storico si è concentrato sul momento in cui il proclama di Sandro Pertini raggiunse la città di Cosenza nel 1945, scatenando una gioia spontanea tra la popolazione. Mancini ha rievocato i passaggi cruciali delle cronache dell’epoca, citando il comizio improvvisato da Pietro Mancini e Fausto Gullo proprio nei luoghi simbolo della città. Il tributo di sangue pagato dal territorio è stato ricordato attraverso i nomi di Paolo Cappello e Mario Martire, vittime della brutalità del regime, insieme a quanti hanno subito il carcere, il confino o l’internamento nei campi di concentramento, come Oreste Falcone.

Un elenco di coraggio tra repressione e opposizione

La narrazione ha reso omaggio a una lunga lista di figure che hanno segnato la storia civile locale opponendosi a un ventennio di violenze e umiliazioni. Tra i nomi citati figurano Francesco Spezzano, Aladino Burza, Antonio Sicoli, don Luigi Nicoletti, Cesare Curcio, Edoardo Zumpano, Giacomo Bottino, Luigi De Santis e Federico Adami. Accanto a loro, il ricordo si è esteso a chi ha scelto la via dell’opposizione coraggiosa, come Carlo De Cardona, Nino Woditzka, Rosina Burich, Natino La Camera, Isolo Sangineto, Francesco Vaccaro, Ubaldo Montalto, Mauro Leporace e Giacomo Mancini.

La scelta della libertà come fondamento del futuro

Secondo la riflessione espressa da Mancini, l’esempio di queste vite non deve essere considerato come un semplice retaggio del passato, ma come un messaggio attuale che parla direttamente al presente. Il futuro non è visto come un evento casuale, bensì come il risultato di una consapevolezza precisa. In questa prospettiva, la libertà non rappresenta solo un traguardo storico raggiunto nel 1945, ma una scelta quotidiana e necessaria per la costruzione di una società civile consapevole delle proprie radici.