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Comune di Vibo, il messaggio shock sulla porta dell’assessore Talarico: “Tu sei il prossimo”

L’amministrazione comunale di Vibo Valentia si trova ad affrontare una spirale di violenza che mette a dura prova la tenuta delle istituzioni locali. Dopo il grave ferimento del dirigente Nocita, un nuovo atto intimidatorio ha preso di mira i vertici del municipio, colpendo direttamente chi si sta occupando della riorganizzazione della macchina burocratica dell’ente.

Il messaggio intimidatorio e l’intervento della Scientifica

Un biglietto recante la scritta “Il prossimo sei tu” è stato ritrovato sulla porta dell’ufficio dell’assessore al Personale, Marco Talarico. Il messaggio, consegnato con inquietante precisione nel cuore del palazzo municipale, ha fatto scattare immediatamente l’allarme. Talarico ha provveduto a sporgere denuncia, portando sul posto gli esperti della Polizia Scientifica che hanno effettuato i rilievi necessari per individuare tracce biologiche o impronte digitali lasciate dall’autore del gesto.

La manovra sul personale e il piano anticorruzione

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile si concentrano sulle recenti attività amministrative promosse dall’assessore. Al centro dell’attenzione c’è la decisa rotazione di dirigenti e funzionari, una manovra che non veniva attuata con tale incisività dai tempi della giunta guidata da Nicola D’Agostino. Il provvedimento, previsto dalle normative del piano nazionale anticorruzione, punta a garantire trasparenza e legalità all’interno degli uffici, ma sembra aver urtato interessi radicati. Gli inquirenti ipotizzano che la rottura di vecchi equilibri gestionali possa aver scatenato la reazione di chi intende opporsi al cambiamento dei vertici burocratici.

Il possibile collegamento con l’aggressione a Nocita

L’episodio odierno non viene considerato isolato. Gli investigatori stanno lavorando per verificare l’esistenza di un filo conduttore con l’aggressione subita la scorsa settimana dal dirigente comunale Nocita, preso a bastonate da un ignoto nei pressi della stazione di Vibo-Pizzo. La vicinanza temporale e la natura dei ruoli ricoperti dalle vittime suggeriscono l’ipotesi di un assedio pianificato contro l’apparato amministrativo cittadino. L’obiettivo della strategia del terrore sarebbe quello di condizionare le scelte politiche e gestionali di Palazzo Luigi Razza, in un momento cruciale per il riordino interno dell’amministrazione.