Il Parco Nazionale della Sila si conferma centro nevralgico per la ricerca scientifica internazionale attraverso l’attivazione del progetto FORbEST. Sotto l’egida di questa iniziativa europea, il territorio calabrese è stato scelto come sede di un Living Lab, un laboratorio a cielo aperto dedicato alla protezione della biodiversità e alla gestione sostenibile degli ecosistemi forestali.
Le attività sul campo sono iniziate ufficialmente il 7 maggio 2026 con la visita del gruppo scientifico internazionale presso Lorica di San Giovanni in Fiore. Il progetto mira a creare una rete di eccellenza che unisca istituzioni, ricercatori e attori locali per affrontare le sfide della mitigazione climatica e della tutela delle risorse naturali.
Una rete globale per le foreste europee
Il Living Lab Sila non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in una rete che coinvolge altri cinque centri sperimentali distribuiti tra Ungheria, Repubblica Ceca, Romania, Finlandia e Thailandia. All’interno del Parco Nazionale, le attività si concentreranno sullo sviluppo di soluzioni innovative per proteggere gli stock di carbonio e promuovere il ripristino ecologico.
L’approccio dei Living Labs si fonda sulla collaborazione tra diversi soggetti: l’Ente Parco, i Carabinieri Forestali del CUFAA, l’Accademia Italiana di Scienze Forestali e l’Università degli Studi della Tuscia, che cura il coordinamento scientifico. Questa sinergia permette di testare pratiche di gestione in contesti reali, integrando il monitoraggio scientifico con i bisogni delle comunità locali.
Ricerca e monitoraggio nelle riserve storiche
Il fulcro delle operazioni di studio riguarderà aree di particolare pregio ambientale, come la Riserva Naturale Biogenetica Gariglione – Pisarello e i boschi della Riserva MAB Sila. Qui verranno condotti monitoraggi specifici sulle faggete vetuste e sui boschi misti con abete bianco, fondamentali per comprendere le dinamiche di adattamento climatico e conservazione delle specie.
Il Direttore del Parco, l’architetto Ilario Treccosti, ha sottolineato il prestigio dell’operazione accogliendo i ricercatori europei: “Questa iniziativa conferma il ruolo di primo piano nel quadro nazionale e internazionale del Parco Nazionale della Sila come hub di ricerca forestale, conservazione della biodiversità e sviluppo di strumenti innovativi per la gestione sostenibile delle aree protette”.
Verso una governance forestale condivisa
Il progetto FORbEST avrà una durata di quattro anni. L’obiettivo finale del Living Lab Sila è l’elaborazione di modelli di pianificazione territoriale che possano essere replicati in altri contesti europei. Attraverso questo processo, la Sila diventa un punto di riferimento per una governance forestale moderna, capace di unire la rigorosa protezione delle riserve integrali a un uso consapevole e pianificato delle risorse nelle restanti zone del Parco.



