L’annuncio della manifestazione indetta per il 22 maggio dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere ha raccolto nuove e importanti adesioni nel panorama cittadino. Il Comitato per la Difesa dell’Annunziata e la Consulta dei Commercianti hanno confermato la propria partecipazione, ribadendo una ferma opposizione al progetto di delocalizzazione della principale struttura sanitaria cittadina. La protesta punta a contestare la decisione del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, riguardante la costruzione del nuovo ospedale nell’area di Arcavacata di Rende.
Il rischio di marginalizzazione del centro urbano
La preoccupazione principale dei promotori riguarda il declassamento dell’Annunziata, che verrebbe ridotta a semplice polo territoriale. Tale trasformazione comporterebbe gravi ripercussioni sulla capacità di assistenza sanitaria per i residenti del capoluogo. Secondo gli organizzatori della protesta, lo spostamento verso nord dell’asse sanitario rappresenterebbe un colpo durissimo per lo sviluppo di Cosenza, con un impatto particolarmente pesante sulle zone periferiche, sul centro storico, sulle frazioni e su tutti i comuni situati nell’area a sud della città.
Impatto socio-economico e squilibri territoriali
La mobilitazione non riguarda esclusivamente la tutela del diritto alla salute, ma investe la tenuta stessa del tessuto sociale ed economico cittadino. La scelta di Arcavacata viene descritta come l’inizio di un progressivo impoverimento che porterebbe a una riduzione dell’occupazione, dei servizi e dell’offerta culturale. Pur non opponendosi alla coesistenza di un policlinico universitario presso la sede dell’Università della Calabria, i comitati sottolineano la necessità di non smantellare il presidio storico.
Uno sviluppo proiettato interamente verso l’area nord rischierebbe di generare una crescita disarmonica dell’intera area urbana e provinciale. Per queste ragioni, il 22 maggio la cittadinanza è chiamata a manifestare per sostenere la centralità dell’ospedale dell’Annunziata, considerato un pilastro fondamentale per l’equilibrio territoriale e la sopravvivenza economica del capoluogo bruzio.



