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Emergenza piede diabetico, la Calabria ospita il primo congresso internazionale per contrastare le amputazioni

Il piede diabetico rappresenta una delle complicanze più gravi e invalidanti del diabete, colpendo in Italia circa il 5% dei pazienti, una quota che corrisponde a circa 300.000 persone. Il rischio di sviluppare un’ulcerazione nel corso della vita oscilla tra il 19% e il 34%.

Ogni anno, sul territorio nazionale, si registrano circa 7.000 amputazioni dovute a questa patologia, frequentemente legata a fenomeni di neuropatia o vasculopatia. Un dato drammatico che si scontra con una realtà scientifica: l’85% di questi interventi demolitivi potrebbe essere evitato attraverso cure tempestive e percorsi terapeutici adeguati.

In questo contesto, la Calabria registra dati particolarmente significativi, con una prevalenza del diabete che si attesta intorno all’8,2%, posizionandosi tra i valori più alti a livello nazionale, spesso in stretta correlazione con elevati tassi di obesità. L’emergenza nella regione assume un carattere strutturale, spingendo molti pazienti a ricorrere ad amputazioni o a intraprendere lunghi viaggi per curarsi fuori regione.

Per affrontare questa complessa realtà, la Calabria diventerà il centro del dibattito scientifico con il primo congresso internazionale sul piede diabetico in Italia. L’appuntamento è fissato per il 22 e 23 maggio prossimi a Feroleto Antico, presso l’Hotel Lamezia. L’evento è organizzato dal dottor Christian Baraldi, cardiochirurgo esperto in salvataggio d’arto ischemico e piede diabetico arteriopatico, tra i pochi professionisti in Italia in grado di effettuare la rivascolarizzazione dell’arto ischemico spingendosi fino alle arterie del piede.

Un approccio multidisciplinare per il salvataggio dell’arto

L’evento si avvale del supporto di un comitato scientifico internazionale e punta a ridefinire le strategie di intervento attraverso il confronto tra i massimi esperti del settore.

“Gli obiettivi del programma sul piede diabetico – dice il dottor Baraldi – sono quelli di fornire un aggiornamento sugli aspetti fisiopatologici, clinici, preventivi e terapeutici sulla base delle più recenti linee guida e evidenze scientifiche. Il programma mira a promuovere un approccio multidisciplinare integrato tra gli specialisti per gestire la sindrome del piede diabetico in modo più efficace e completo. Gli interventi degli specialisti che parteciperanno, e che vengono anche da diversi Paesi del mondo, oltre che da tutta Italia, sono mirati a trattare la prevenzione, la diagnosi e la gestione delle complicanze del piede nelle persone affette da diabete”.

Prevenzione, chirurgia e terapie rigenerative al centro del dibattito

Le due giornate di studio si concentreranno sulla presentazione delle più recenti evidenze scientifiche e delle linee guida internazionali. Una parte rilevante del programma sarà dedicata alle strategie preventive fondamentali, come l’ispezione quotidiana del piede e l’adozione di calzature appropriate, per poi passare all’analisi degli approcci terapeutici più avanzati.

Tra i temi principali figurano la chirurgia conservativa, le tecniche di rivascolarizzazione e il trattamento delle deformità ossee maggiori. Ampio spazio verrà concesso alle terapie innovative, che includono l’uso di medicazioni avanzate e la medicina rigenerativa, come l’impiego di cellule mononucleate, il plasma ricco di piastrine, l’uso di aminoacidi e gli innesti di cellule autologhe.

Il congresso non trascurerà gli aspetti psicologici legati a questa condizione patologica. La natura invalidante della malattia, la gestione del dolore (incluso il fenomeno del dolore da arto fantasma) e l’elevato rischio di depressione richiedono infatti un supporto mirato e costante non solo per il paziente, ma anche per l’intero nucleo familiare.