Il Governo Meloni si appresta a varare nel prossimo Consiglio dei Ministri, in agenda venerdì 22 maggio alle ore 19.00, il provvedimento che prevede la proroga del taglio sulle accise dei carburanti. L’esecutivo intende muoversi preventivamente per frenare l’impatto dei rincari energetici su imprese e consumatori prima che i costi si scarichino interamente sull’economia reale.
Le dichiarazioni del Ministro Giorgetti
La conferma della direzione intrapresa dall’esecutivo è arrivata direttamente dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, al termine del G7 delle Finanze svoltosi a Parigi.
“Venerdì sera è previsto un Consiglio dei ministri in cui saranno presi dei provvedimenti, sicuramente sull’autotrasporto, sul trasporto pubblico locale, cioè i settori impattati. C’è anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise, credo che si andrà in questa direzione, stiamo lavorando sulle coperture finanziarie, cosa che non è mai semplice in assenza di deroghe al patto, quindi ci prepariamo anche l’incontro con le categorie.”
Lo schema dei tagli e la scadenza di giugno
Secondo le ipotesi tecniche sul tavolo, l’orientamento del Governo è quello di confermare gli attuali livelli di riduzione fiscale introdotti con i precedenti decreti. Lo schema prevede uno sconto complessivo, comprensivo di Iva, pari a 6,1 centesimi di euro al litro per la benzina e a 24,4 centesimi di euro al litro per il gasolio.
L’obiettivo primario dei tecnici del Ministero dell’Economia è garantire l’estensione di questa rimodulazione delle accise fino all’8 o 9 giugno 2026. La complessità principale è legata al reperimento delle coperture finanziarie necessarie, dato che in questa fase l’esecutivo deve muoversi entro i vincoli dei saldi di bilancio e senza poter ricorrere a deroghe automatiche.
Interventi per l’autotrasporto e il trasporto pubblico locale
Oltre al capitolo carburanti per i privati, il decreto conterrà misure specifiche per i comparti produttivi e dei servizi più esposti alla crisi energetica. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale (Tpl), l’orientamento è quello di introdurre un finanziamento integrativo per mitigare gli effetti dell’inflazione sui bilanci delle aziende del settore. A fronte di un fabbisogno stimato dalle associazioni di categoria in circa 800 milioni di euro per l’adeguamento del Fondo nazionale Tpl, il provvedimento d’urgenza dovrebbe garantire una prima copertura parziale attraverso la proroga del credito d’imposta per 100 milioni di euro, ricalcando la misura già adottata nel mese di marzo.
Per il settore del trasporto merci e della logistica, i dettagli tecnici verranno definiti anche in vista del confronto formale con le sigle sindacali e le associazioni di categoria, fissato nella stessa giornata di venerdì a Palazzo Chigi, volto a disinnescare le mobilitazioni annunciate per la fine del mese.



