La Polizia di Stato ha eseguito un provvedimento di prevenzione volto a contrastare i reati di violenza domestica nel territorio calabrese. Il Tribunale di Catanzaro ha infatti emesso una misura di Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza nei confronti di un cittadino italiano di 50 anni, residente a Lamezia Terme.
Il provvedimento è scaturito dall’accoglimento della proposta formulata dal Questore di Catanzaro, supportata da una dettagliata attività istruttoria condotta dalla Sezione Misure di Prevenzione della Divisione Polizia Anticrimine. Gli accertamenti hanno permesso di delineare la pericolosità sociale dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali e di polizia, e di valutarne la condotta considerata aggressiva e minacciosa.
Le condotte contestate e il quadro dei maltrattamenti
Secondo gli elementi raccolti e confluiti negli atti confidenziali, il destinatario della misura avrebbe perpetrato maltrattamenti sistematici ai danni della coniuge, una cittadina straniera. Gli episodi descritti evidenziano insulti e minacce continui, avvenuti anche alla presenza della figlia minore della coppia.
I comportamenti registrati hanno delineato un quadro di spiccata irascibilità e una propensione all’attuazione di condotte violente, caratterizzate da una reiterazione nel tempo nei confronti della persona offesa. Tale situazione ha spinto l’autorità giudiziaria a intervenire per garantire la tutela della vittima e del nucleo familiare.
I dettagli e le prescrizioni della misura di prevenzione
La misura della sorveglianza speciale avrà una durata di due anni e prevede l’applicazione di rigidi divieti per limitare la libertà di movimento del soggetto e prevenire ulteriori contatti con la parte offesa. Il Tribunale ha disposto il divieto assoluto di avvicinamento alla coniuge e ai luoghi da lei abitualmente frequentati, imponendo il mantenimento di una distanza minima di 500 metri.
L’ordinanza vieta inoltre all’uomo di comunicare con la vittima attraverso qualsiasi mezzo, inclusi canali telefonici o telematici. Contestualmente all’attivazione della vigilanza da parte degli organi di pubblica sicurezza, si è provveduto al ritiro del documento di identità valido per l’espatrio. L’intervento si inserisce nel quadro delle attività di contrasto alla violenza di genere poste in essere sul territorio per intercettare e bloccare i segnali di rischio legati ai reati di maltrattamento.



