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Scienze Turistiche all’Unical: motore del futuro calabrese

La cultura imprenditoriale in ambito turistico passa dall’Università della Calabria, dove il corso di laurea in Scienze del turismo e dei servizi turistici rappresenta una scelta strategica per il futuro professionale degli studenti. L’ateneo risponde da tempo alla crescita dei flussi turistici nella regione formando i professionisti di domani, attraverso un percorso che unisce la gestione dei beni culturali al management digitale, fino alle materie di statistica, economia e finanza.

Per anni lo sviluppo economico del Mezzogiorno è stato rallentato da un paradosso tipicamente locale: l’immensa ricchezza paesaggistica, storica e archeologica del territorio non è sempre stata accompagnata da un’adeguata cultura manageriale dell’accoglienza. In un mercato globale in cui il turismo si è trasformato in un’industria complessa basata su dati, sostenibilità e marketing digitale, l’improvvisazione non è più ammessa. Il percorso formativo universitario mira a formare i manager della transizione turistica regionale, superando la vecchia concezione che limitava la formazione alla sola preparazione di guide o operatori.

Il legame tra università e mondo del lavoro

Il corso si arricchisce continuamente di iniziative concrete e seminari. Tra le più recenti figura l’incontro ideato dalla professoressa Antonella Reitano, docente di Economia e Gestione dei Servizi Turistici, che ha coinvolto l’avvocato e dottore commercialista Massimiliano Esposito, professionista attivo a livello locale, nazionale e internazionale con studio principale a Roma. Il seminario, dal titolo “Fare impresa nel settore turistico”, ha offerto agli studenti un contatto diretto con la realtà del comparto, con un focus specifico sulle dinamiche calabresi.

Questi ponti tra il mondo accademico e la realtà aziendale trasformano il sapere teorico in competenza pratica. Grazie a una fitta rete di partnership, l’ateneo prevede tirocini obbligatori in aziende del settore, enti pubblici, parchi archeologici e catene alberghiere, riducendo il divario tra la domanda delle imprese e le competenze reali dei laureati.

I dati del turismo in Calabria e la sfida della stagionalità

I report statistici regionali e i dati sul movimento turistico nazionale confermano che la regione è una destinazione in forte ascesa. La capacità ricettiva ha superato i 100.000 posti letto ufficiali tra strutture alberghiere ed extra-alberghiere, ma il vero cambiamento riguarda la composizione dei flussi.

Si registra infatti un incremento costante della quota di turisti stranieri, in particolare tedeschi, francesi e britannici, che scelgono il territorio non solo per il turismo balneare ma anche per i borghi, i parchi nazionali e l’enogastronomia. Rimane tuttavia da superare la criticità della stagionalità, dato che oltre il 60% delle presenze si concentra ancora nei mesi di luglio e agosto.

La gestione di questa sfida richiede competenze specifiche di marketing territoriale, indispensabili per valorizzare una terra che vanta tre Parchi Nazionali (Pollino, Sila, Aspromonte) e 780 chilometri di costa. Investire sulla formazione universitaria diventa quindi uno strumento economico e sociale per trattenere i giovani talenti o favorire il loro rientro dopo esperienze esterne, trasformando il patrimonio naturale in una risorsa produttiva e stabile.