I dati del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) sulla classificazione delle acque di balneazione per la stagione 2026 descrivono un quadro ampiamente positivo per il litorale calabrese. La quasi totalità delle coste monitorate rispetta infatti i più alti standard qualitativi previsti dalle normative europee, posizionando la regione ai vertici nazionali per la salvaguardia del patrimonio marino.
Il riconoscimento giunge in concomitanza con l’iniziativa promossa da Marevivo, durante la quale l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha ribadito la centralità della tutela del mare e l’importanza strategica dei monitoraggi costieri.
Il commento dell’assessore regionale all’Ambiente
I risultati emersi dal report annuale certificano l’efficacia delle politiche ambientali e delle attività di controllo sul territorio. L’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Antonio Montuoro, ha sottolineato l’importanza del traguardo raggiunto in relazione al contesto geografico locale.
«Nel giorno in cui l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), nel corso dell’iniziativa promossa da Marevivo, ha richiamato l’attenzione sull’importanza della tutela del mare e sul valore strategico del monitoraggio ambientale per la salvaguardia delle coste italiane, la Calabria presenta risultati che confermano la qualità del proprio patrimonio marino e l’efficacia delle attività di controllo svolte sul territorio».
L’esponente della giunta regionale ha poi dettagliato le percentuali relative allo stato di salute del mare calabrese, evidenziando il lavoro congiunto tra le istituzioni e gli enti tecnici.
«Il quadro che emerge è particolarmente positivo: oltre il 97% delle acque di balneazione calabresi rientra nelle classi di qualità più elevate previste dalla normativa europea, con il 93% classificato come “Eccellente” e il 4% come “Buona”. Un risultato che testimonia il valore ambientale delle nostre coste e l’impegno costante della Regione Calabria e di Arpacal nelle attività di monitoraggio, prevenzione e tutela degli ecosistemi marini».
La complessità del territorio e i dati del monitoraggio
La classificazione assume una rilevanza ancora maggiore se si considerano le caratteristiche idrografiche della regione, caratterizzata da una complessa rete di corsi d’acqua che si riversano sia sul versante tirrenico sia su quello ionico.
«La Calabria è caratterizzata da una fitta rete di fiumare e corsi d’acqua che attraversano il territorio e raggiungono il mare lungo gran parte del litorale. In occasione di eventi meteorologici intensi, questi apporti possono determinare temporanee alterazioni di alcuni parametri microbiologici nelle aree prossime alle foci, influenzando la classificazione di specifici tratti costieri. Si tratta di un elemento che rende particolarmente significativo il risultato raggiunto, poiché evidenzia come l’elevata qualità delle acque calabresi sia stata conseguita in un contesto ambientale complesso e sottoposto a continue pressioni naturali e antropiche».
La capillarità dei controlli è garantita da una rete di monitoraggio regionale che copre 649 acque di balneazione dislocate lungo oltre 670 chilometri di costa. L’attività prevede l’esecuzione di circa 3.700 campionamenti microbiologici ogni anno, a cui si aggiungono ispezioni straordinarie e verifiche supplementari laddove si rendano necessari ulteriori accertamenti tecnici.
Investimenti futuri e sviluppo sostenibile
La programmazione regionale punta a consolidare questi standard attraverso una visione d’insieme che colleghi la sorveglianza costiera alla gestione delle infrastrutture interne e dei sistemi di depurazione.
«Questi dati – rimarca l’assessore all’Ambiente – confermano che la tutela del mare passa attraverso un sistema integrato di monitoraggio che coinvolge non solo le acque costiere, ma anche i corsi d’acqua, la depurazione e la gestione sostenibile del territorio. Continueremo a investire nella conoscenza ambientale e nel rafforzamento delle attività di controllo, perché la qualità del mare rappresenta un patrimonio collettivo, un fattore di attrattività turistica e una leva fondamentale per lo sviluppo sostenibile della Calabria».
La sinergia tra i diversi attori locali rimane l’elemento chiave per il mantenimento dei livelli qualitativi riscontrati nella campagna di monitoraggio stagionale.
«I risultati ottenuti – conclude Montuoro – confermano che la Calabria può presentarsi ai cittadini e ai visitatori con un mare di elevata qualità, frutto di un lavoro quotidiano che vede impegnati istituzioni, enti di controllo, amministrazioni locali e operatori del territorio nella tutela di una delle risorse più preziose della nostra regione».



