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Inchiesta sul Ponte, Minasi: «Massima fiducia nella magistratura, l’opera resta fondamentale»

L’avvio dell’indagine da parte della Procura di Roma su presunte condotte corruttive legate all’iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto ha sollevato un acceso dibattito politico. Sulla vicenda è intervenuta la senatrice della Lega, Tilde Minasi, delineando la posizione del partito rispetto agli sviluppi giudiziari e alle reazioni delle opposizioni.

Fiducia nelle istituzioni e difesa dell’operato governativo

La rappresentante della Lega ha manifestato un atteggiamento di distensione e collaborazione nei confronti degli organi inquirenti, sottolineando la necessità di attendere che la giustizia faccia il suo corso. «Accogliamo con assoluta serenità la notizia relativa all’indagine della Procura di Roma su presunte condotte corruttive legate all’iter del Ponte sullo Stretto. Da parte nostra c’è la massima e totale fiducia nell’operato della magistratura, che ha il compito e il dovere di fare chiarezza e attendiamo la conclusione dell’inchiesta», ha dichiarato Minasi.

Contestualmente, è stata ribadita la convinzione circa la regolarità delle procedure seguite finora dall’esecutivo: «Al tempo stesso, esprimiamo pari e incrossabile fiducia nella trasparenza e nella correttezza dell’azione del Governo, che ha sempre operato nel pieno e rigoroso rispetto di tutte le normative vigenti, senza che sia stata commessa alcuna irregolarità».

La critica alle reazioni delle opposizioni

La nota della senatrice si concentra poi sulla reazione delle forze di minoranza, accusate di sfruttare l’azione della magistratura per ottenere un vantaggio politico immediato. Minasi ha evidenziato come in Italia si tenda spesso a emettere giudizi affrettati, ricordando che la natura dell’attività inquirente serve a verificare ipotesi di reato e non a stabilire condanne definitive.

Secondo l’esponente della Lega, si starebbe assistendo a un uso strumentale dell’inchiesta da parte della sinistra, descritto come un tentativo di colpire gli avversari politici. L’invito rivolto alle opposizioni è quello di abbandonare l’approccio giustizialista e di evitare condanne morali o politiche preventive che rischiano di rallentare i progetti di sviluppo per il Mezzogiorno.

Il valore strategico dell’infrastruttura

La difesa dell’opera prescinde, nell’argomentazione della senatrice, dalle vicende giudiziarie in corso, che non dovrebbero influire sulla programmazione strategica nazionale. Il progetto viene descritto come un elemento centrale per il riscatto economico e infrastrutturale delle regioni coinvolte e dell’intero Paese.

«Il Ponte sullo Stretto rappresenta infatti un’opera vitale, fondamentale e non più rinviabile per il futuro economico e infrastrutturale di Calabria e Sicilia e nessuna inchiesta giudiziaria potrà o dovrà essere usata per ostacolarne la nascita, a danno dell’intera collettività», ha concluso Minasi, confermando l’intenzione di proseguire l’iter per la realizzazione dell’infrastruttura.