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Mancini contro il declino di Cosenza: «La città si spegne, serve un cambio di rotta»

Il dibattito sul futuro di Cosenza, incentrato sullo sviluppo delle attività economiche, culturali e dell’intrattenimento, si arricchisce di una riflessione critica sulla gestione della città. Durante gli “Stati Generali della Notte”, l’iniziativa promossa e introdotta dagli interventi di Francesco Alimena per il Partito Democratico, Emanuele Bria per +Europa, Pina Incarnato per il PSI e Maria Pia Funaro per Sinistra Italiana-AVS, è emerso un quadro complesso sulle attuali condizioni del capoluogo bruzio.

Giacomo Mancini, esponente della Direzione regionale del Pd Calabria e già parlamentare socialista, ha preso parte al confronto focalizzando l’attenzione sulle grandi difficoltà che attanagliano il tessuto produttivo e sociale locale, ma anche sul valore di chi resiste.

Il ruolo cruciale degli investitori locali

Nel corso del suo intervento, Mancini ha voluto innanzitutto tributare un riconoscimento a quella parte di cittadinanza attiva che, nonostante il contesto sfavorevole, continua a operare per il bene della comunità. Il focus si è concentrato su imprenditori, commercianti, operatori culturali e giovani che scelgono di non abbandonare il territorio.

«Cosenza si sta spegnendo. Se ci sono ancora luci accese, è merito di imprenditori, commercianti, operatori culturali e giovani che continuano a credere in questa città», ha dichiarato Mancini, sottolineando lo sforzo di chi porta avanti l’economia locale quotidiana. «Aprono attività. Le rinnovano. Organizzano eventi. Creano occasioni di incontro. Attraggono persone. Sono loro, oggi i veri ambasciatori di Cosenza».

Le critiche alla pressione fiscale e alla burocrazia

Il fulcro del discorso si è poi spostato sulle barriere istituzionali che, secondo l’esponente politico, frenano lo slancio di chi fa impresa. Invece di trovare un terreno fertile e un supporto concreto da parte della macchina pubblica, gli operatori economici si troverebbero a fare i conti con ostacoli continui.

Mancini ha evidenziato come queste categorie «meriterebbero il sostegno delle istituzioni. E invece si trovano davanti tasse, burocrazia e ostacoli». Un esempio specifico di questa condotta amministrativa è stato individuato nei recenti provvedimenti fiscali comunali: «L’aumento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico è stato uno degli esempi più incomprensibili di questo modo di governare».

Le proposte per il rilancio e il marketing territoriale

Per uscire da questa fase di stasi, l’ex parlamentare ha tracciato le linee guida per un netto cambio di rotta amministrativo e strategico, ritenuto ormai non più rinviabile. Le priorità individuate riguardano i servizi essenziali, la valorizzazione del patrimonio storico e una visione di sviluppo a lungo raggio che possa restituire centralità alla città.

La ricetta proposta si basa su una richiesta di maggiore sicurezza, più pulizia, decoro urbano e un sostegno concreto a chi decide di investire, con una rinnovata attenzione verso il centro storico. Accanto a questo, viene ritenuta fondamentale una nuova politica di marketing territoriale capace di riportare il capoluogo al centro dei flussi regionali e nazionali, attirando persone, talenti, investimenti e nuove opportunità.

La conclusione dell’intervento è stata un richiamo all’identità e alle potenzialità inespresse del territorio, che possiede gli strumenti culturali e accademici per puntare a traguardi più elevati. «Cosenza ha una storia millenaria. Ha una grande università. Ha energie straordinarie. Non deve accontentarsi di sopravvivere. Deve tornare ad essere una città ambiziosa», ha concluso Mancini.