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Dalla Turchia alla Calabria con 89 migranti: scafista rintracciato in Olanda dopo tre anni

La Polizia di Stato ha dato esecuzione a un mandato di arresto europeo nei confronti di un cittadino di nazionalità uzbeka, gravemente indiziato del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal Giudice del Tribunale di Crotone, su specifica richiesta della locale Procura della Repubblica guidata dal procuratore Domenico Guarascio.

Le indagini e il rintraccio all’estero

Le attività investigative sono state condotte dai poliziotti della Squadra Mobile di Crotone, in stretta collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e con l’Ufficio di Polizia di Frontiera dello scalo aereo di Fiumicino. Gli accertamenti hanno permesso di delineare il ruolo dell’arrestato in merito allo sbarco avvenuto il 13 agosto 2022. Secondo gli elementi raccolti nella fase delle indagini preliminari, l’uomo avrebbe avuto il compito di condurre un’barca a vela con a bordo 89 migranti dalle coste della Turchia fino a quelle crotonesi.

L’indagato era inizialmente riuscito a sfuggire alle forze dell’ordine durante le prime fasi successive allo sbarco. Tuttavia, il monitoraggio continuo dei suoi profili social, effettuato dal personale della Squadra Mobile di Crotone insieme al Servizio Centrale Operativo e al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, ha consentito di localizzare il soggetto in Olanda, da dove è stata successivamente ottenuta l’estradizione verso l’Italia.

Il contrasto all’immigrazione clandestina

L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto alla criminalità straniera e al fenomeno degli sbarchi clandestini che interessano regolarmente il territorio della provincia calabrese, coordinate sotto l’egida del Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino.

Le responsabilità penali dell’arrestato dovranno essere sottoposte alla successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa. Nel rispetto dei diritti dell’indagato, data la fase attuale delle indagini preliminari, il soggetto è da considerarsi innocente fino all’emissione di una eventuale sentenza definitiva.