L’avvicinarsi della prima prova scritta, fissata per il 18 giugno, intensifica i ritmi di studio per oltre 500.000 studenti italiani impegnati nella preparazione dell’esame di Stato. Le giornate dei maturandi sono ormai scandite da ripassi approfonditi e simulazioni, con il 66% dei ragazzi che dichiara di dedicare più di due ore al giorno ai libri oltre l’orario scolastico, e uno su sei che supera le quattro ore, un trend che vede in testa le ragazze e gli studenti del Nord-Est. Questo sforzo prolungato comporta un sensibile dispendio di energie, modificando anche le abitudini quotidiane: il 75% dei giovani varia il proprio modo di fare merenda durante questo periodo di rush finale.
I dati emergono da un’indagine AstraRecerche condotta a maggio 2026 su un campione di 675 giovani tra i 18 e i 20 anni per conto di Unione Italiana Food. Lo spuntino pomeridiano resta una consuetudine per l’81,5% degli intervistati, mentre il 73% lo consuma al mattino. La necessità di rigenerarsi spinge il 32% dei candidati a mangiare qualcosa in più del solito per recuperare le forze, mentre il 25% decide di concedersi pause più lunghe per staccare la spina. Al contrario, solo il 15% riduce il tempo dello spuntino o ne diminuisce l’apporto a causa della pressione dello studio.
Il ruolo dello spuntino dolce sulla concentrazione
La ricerca evidenzia una netta preferenza per il gusto dolce, scelto in modo esclusivo dal 28% degli intervistati, contro il 14% che predilige il salato, mentre il 58% adotta un’alternanza a seconda del momento. Per il 78% degli studenti il consumo di alimenti dolci influisce positivamente sul rendimento scolastico: il 34% lo considera una ricompensa per le fatiche, il 32% un aiuto per aumentare la produttività e il 17% un supporto per mantenere alta la soglia di attenzione.
La rilevanza del break trova riscontro anche sul piano scientifico, come spiegato dalla professoressa Silvia Migliaccio, presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione:
“Fermarsi per consumare la merenda durante lo studio per la preparazione agli esami di maturità è una scelta corretta da parte dei ragazzi. Una pausa permette infatti di ripristinare un ritmo più rilassato e di recuperare concentrazione ed energie, in un periodo spesso fonte di ansia e stress. Prendersi una coccola per sé può rappresentare un comportamento utile sia da un punto di vista nutrizionale che psicologico per mantenere alto il livello di attenzione e il rendimento”.
Merendine in cima alle preferenze dei maturandi
I prodotti dolci da forno si collocano al primo posto tra le scelte dei ragazzi, indicati dal 50% del campione. Seguono la frutta fresca con il 38%, lo yogurt con il 37% e i biscotti con il 33,5%. Più distanziati si posizionano i panini con salumi e formaggi al 24,5%, le barrette energetiche o proteiche e i dolci fatti in casa, entrambi al 22%, mentre chiudono la classifica la pizza bianca e la focaccia.
Il successo delle merendine è legato a fattori pratici e di gradimento: la possibilità di consumarle ovunque (35%), il sapore (33%), l’assenza di preparazione (30%), l’apporto energetico immediato (25%) e il formato porzionato (15%). Tra i prodotti disponibili sul mercato, i maturandi preferiscono le varianti semplici come treccine, plumcake, ciambelle e cornetti non farciti (34%), seguite dalle versioni farcite (21%) e da quelle fresche da frigo (18%).
L’evoluzione nutrizionale di questi prodotti supporta il loro inserimento nella dieta dei giovani in questa fase complessa, come sottolineato ancora dalla professoressa Silvia Migliaccio:
“La quota di carboidrati presenti in uno spuntino come una merendina, unita a una porzionatura adeguata, contribuisce a ricaricare mente e fisico per tornare sui libri con la giusta energia. Le merendine di oggi hanno caratteristiche nutrizionali significativamente migliorate rispetto al passato: meno zuccheri semplici, grassi e calorie, minore contenuto di sale e presenza di fibre. Si tratta di un prodotto versatile che può essere scelto non solo in base al gusto, ma anche rispetto alle proprie necessità energetiche, con un apporto che varia in media dalle 100 alle 200 calorie”.



