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Ore di ansia a Isola Capo Rizzuto per la scomparsa di una ragazza di 14 anni

Il territorio crotonese sta vivendo momenti di profonda apprensione a causa della scomparsa di Nicoletta Anamaria Domide, una giovane di 14 anni residente a Isola Capo Rizzuto. Nella mattinata di venerdì, la ragazza è uscita dalla propria abitazione per recarsi a scuola, dove era attesa per sostenere le prove degli esami di terza media. Da quel momento, tuttavia, non si hanno più sue notizie.

Le prime informazioni emerse indicano che la quattordicenne ha raggiunto l’area circostante l’istituto scolastico, ma non ha mai fatto ingresso all’interno della struttura per sostenere l’esame. Poco dopo si sono perse le sue tracce, interrompendo ogni forma di contatto con la famiglia e la cerchia di amici.

L’attivazione del piano di ricerca e la mobilitazione sul territorio

Il mancato rientro a casa e l’impossibilità di stabilire un contatto telefonico hanno spinto i genitori a lanciare l’allarme, attivando tempestivamente i protocolli di ricerca. Le forze dell’ordine si sono messe subito al lavoro per raccogliere elementi e testimonianze utili a ricostruire l’esatto itinerario seguito dalla giovane dopo l’allontanamento dalla scuola. Parallelamente, una fitta rete di condivisioni sta interessando i principali canali social nel tentativo di amplificare la diffusione della notizia.

L’intervento dell’amministrazione comunale e il coordinamento dei soccorsi

Il caso è seguito con estrema attenzione anche dalle istituzioni locali. Il sindaco di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, ha diffuso un messaggio istituzionale per chiedere il supporto dell’intera cittadinanza, rimarcando la necessità di agire con la massima celerità nelle prime fasi del rintracciamento. Il primo cittadino ha dichiarato: “In questi casi la tempistica è fondamentale”.

Le autorità competenti hanno diffuso un invito formale rivolto a chiunque sia in possesso di segnalazioni attendibili o dettagli utili sul percorso effettuato dalla quattordicenne. L’indicazione è quella di mettersi in contatto immediato con i Carabinieri, la Polizia di Stato o di usufruire del Numero Unico di Emergenza 112 per agevolare il lavoro degli inquirenti, che prosegue senza sosta.